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di AMDuemila
Continua la requisitoria del pm Maurizio Bonaccorso sul sistema Saguto

Prosegue, davanti al tribunale di Caltanissetta, la requisitoria del pubblico ministero Maurizio Bonaccorso nel processo sul cosiddetto "Sistema Saguto” che vede imputate 15 persone, tra cui la stessa ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo. In particolare la discussione si è concentrata sulla posizione di Walter Virga, amministratore giudiziario, anch’egli imputato: Walter Virga non aveva l'esperienza e la competenza necessaria per poter amministrare i beni delle società Rappa e Giardina Bagagli e di questo la dottoressa Silvana Saguto era consapevole”. "La vicenda di Virga è una vicenda anomala. - ha proseguito il pm Bonaccorso - Non c'è stata quella valutazione da un lato della competenza specifica del ragazzo, dall'altro della complessità dei beni da amministrare. Virga era giovanissimo e aveva esperienza come curatore fallimentare. Assegnargli due procedure complesse andando contro quelle che erano le prassi è stata un'anomalia non solo eclatante ma anche unica”. E poi ancora ha aggiunto: "Non c'è mai stato un giovane che ha avuto assegnate procedure così complesse. Al di là della scelta di nominare un giovane inesperiente sul campo, le amministrazioni Rappa e Giardina sono state un disastro. Ce lo dicono loro stessi nelle intercettazioni. Ci sono delle conversazioni dove è palese la loro preoccupazione. La scelta di nominare come amministratore giudiziario Walter Virga derivava dalla necessità di compiacere Tommaso Virga, magistrato ed ex membro del Csm. La violazione di legge - ha detto il Pm - non è aver nominato il figlio di un magistrato ma averlo nominato nella consapevolezza che non aveva i requisiti".
Sempre sulla questione dell'amministratore giudiziario Virga, il pubblico ministero Bonaccorso ha ricordato in aula che "nello studio di Virga c'era una presenza costante di Mariangela Pantò, fidanzata del figlio di Silvana Saguto", facendo presente che esiste "una caterva di intercettazioni che ci fanno comprendere che a Virga fu imposto di prendere nel suo studio la nuora della Saguto". L'accusa ha poi spiegato come ci fosse anche un'insofferenza da parte dell'amministratore giudiziario nei confronti di Mariangela Pantò. "Non si trattava di una persona che frequentava saltuariamente lo studio ma di una persona perfettamente inserita. - ha osservato il pm - Mariangela Pantò riceve clienti e fa i lavori che le passa Walter Virga. Ad un certo punto Virga aveva deciso di allontanare la nuora della Saguto per le polemiche sui giornali, e non solo. Pantò non pagava l'affitto. Tutto quello che guadagnava non aveva spese, non partecipa poi alle spese di ristrutturazione dello studio. Il giovane Walter parlava anche di un altro componente del cerchio magico di Silvana Saguto, il professore Carmelo Provenzano. Virga utilizzò in maniera sarcastica il termine pizzo. Diceva: 'Perché era Provenzano a prendere gli incarichi? Era Provenzano a prendere gli incarichi per il figlio che aveva il problema delle materie che si doveva passare; noi invece avevamo risolto il problema alla nuora, che era tranquilla, abbiamo pagato il pizzo che dovevamo pagare e abbiamo avuto quell'incarico'". Dichiarazioni, queste, di rilievo per l'inchiesta. Quel 9 giugno, qualcosa si era già rotto nel cerchio magico. Virga aveva deciso di allontanare la nuora della Saguto. "Quando la Pantò verrà poi allontanata dallo studio - ha spiegato il pm - la dottoressa Saguto in tutte le sue conversazioni dice che a Virga 'Gliel'avrebbe fatta pagare'". Secondo la ricostruzione dell'accusa infatti la decisione di Virga, di allontanare la nuora della Saguto, aveva fatto andare il giudice su tutte le furie. "La Saguto non si dava pace - ha detto Bonaccorso - e aggiunse anche un'altra frase diventata molto importante per l'inchiesta: 'No, non gliela posso passare... non si buttano a mare le persone, si rischia insieme'. La Saguto si sfogò anche con l'avvocato Cappellano Seminara (anche lui imputato, ndr): 'Virga, un ragazzino da niente, ha avuto quello che ha avuto e questo è il ringraziamento'".

Dopo ammanco non trasmessi atti in procura
In ultima battuta, durante la requisitoria di ieri, l'accusa ha riportato in aula un episodio che sarebbe caratteristico dell'inadempienza da parte della dottoressa Saguto per non aver dato seguito, secondo il pm, alla segnalazione dell'amministratore giudiziario Antonio Galatolo sull'ammanco di 27mila euro dalla gestione della tabaccheria di via Torretta. Locale dove erano stati assunti il figlio e il fratello della cancelliera dell'ufficio dei gip Tea Morvillo, Andrea Ceresia e Sandro Morvillo. Galatolo, che chiese l'allontanamento di un ragioniere e di un dipendente, "fece presente alla dottoressa Silvana Saguto che, dopo appena 9 mesi di gestione di una tabaccheria di Sferracavallo sequestrata e sottoposta ad amministrazione giudiziaria, risultava un ammanco di 27 mila euro. L'obbligo della Saguto era trasmettere gli atti in procura. Una situazione gestita in modo inopportuno", ha dichiarato il pubblico ministero. "Dopo la scomparsa di 27 mila euro - ha continuato Bonaccorso ricostruendo il quadro dell'accusa - l'amministratore firmò una lettera di licenziamento. Intervenne il giudice, convocando la cancelliera: 'Non è che gli posso dire all'amministratore che non li licenzi - diceva la Saguto all'amica - Quindi, io mi ritroverò con persone licenziate per giusta causa, che poi come ti assumo in un altro posto? (...) Tea ho le mani legate'. Trovarono una brillante soluzione: 'Se loro si dimettono prima, io dico che non si procede'. E così fecero. La microspia intercetta poi Saguto mentre annuncia soddisfatta alla cancelliera che una sistemazione si era trovata per suo figlio: 'Lo mettiamo da Niceta, in un posto che si libera, contabilità (...) se dovesse andare male da Niceta, nel frattempo troviamo altri posti'. Aggiunse: 'Per tuo fratello, ho parlato con il professore Provenzano'".
Il processo è stato quindi rinviato ma con tutta probabilità le richieste di pene, previste per il 17 febbraio, slitteranno al 19.

Foto © Imagoeconomica

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