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di AMDuemila
Ieri pomeriggio un nuovo capitolo sulla strage di Bologna è stato scritto con la condanna all'ergastolo dell'ex Nar, Gilberto Cavallini. L'ex magistrato Libero Mancuso, che sostenne la pubblica accusa nel processo della strage alla stazione di Bologna, intervistato quest'oggi da "La Repubblica", pur accogliendo positivamente il risultato raggiunto si dice sorpreso che non sia stata riconosciuta la finalità eversiva. "Voglio capire meglio per esprimere un giudizio a ragion veduta. La Corte ha riqualificato il reato del concorso in strage non più contro la sicurezza dello Stato ma contro l'incolumità pubblica: mi sembra un impoverimento dell'accusa, uno svilimento della condotta di attivisti politici, di eversori, di una banda di terroristi che in quanto tali aggrediscono la personalità dello Stato". "Il reato di banda armata (per il quale Cavallini era già stato condannato, ndr) - spiega l'ex pm - è contro la personalità dello Stato. Per questo bisognerà capire qual è stato il pensiero della Corte, è questo il punto più critico e importante. Dalle motivazioni emergerà se è una condanna che arricchisce il quadro accusatorio". Alla domanda se la verità sui mandanti può essere ora più vicina risponde: "Me lo auguro. Ricordo solo che vennero condannati il capo della P2 e i vertici dei servizi segreti militari per aver deviato le indagini. È già tutto nelle carte, questi processi, ora la condanna di Cavallini, sono brandelli di verità che vengono aggiunti su un impianto fortissimo: una strage dalla matrice neofascista con collegamenti con apparati istituzionali".

Foto © Ansa/Giorgio Benvenuti

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