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di AMDuemila
L'episodio è quello riguardante l'amministratore giudiziario Gigante. Per lui il pm annuncia che chiederà assoluzione

Passa da corruzione a concussione l'accusa nei confronti dell'ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto, rispetto al capo di imputazione che riguardava anche l'imputato Aulo Gigante, amministratore giudiziario delle imprese Niceta accusato di corruzione in concorso, tra gli imputati del processo sul cosiddetto "Sistema Saguto".
L'episodio che riguarda la Saguto, già radiata dalla magistratura, e l'ex amministratore giudiziario Gigante nasce da una intercettazione ambientale effettuata nell'ufficio del magistrato. Dalla conversazione si evinceva che l'imputata aveva invitato l'avvocato Gigante, che si occupava dell'amministrazione del gruppo imprenditoriale Niceta, a sostituire un collaboratore con un altro da lei suggerito. La sostituzione, però, non fu mai fatta. Gigante, difeso dagli avvocati Giacomo Butera e Enrico Tignini, è stato rinviato a giudizio per corruzione. Dal processo, però, è emerso che l'ex amministratore si limitò a raccogliere l'indicazione del magistrato senza darvi seguito. Per questo il Pm ha annunciato che chiederà l'assoluzione di Gigante, che dunque sarebbe stato vittima dell'ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, mentre la Saguto si trova ora a rispondere, per questo episodio, di concussione anziché di corruzione. Il processo, che ruota attorno alla gestione delle nomine di amministratori giudiziari di beni sequestrati e confiscati alla mafia, proseguirà il 9 gennaio e salvo imprevisti a metà gennaio comincerà la requisitoria del Pm.

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