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di AMDuemila
Presentato a Roma il libro che parla della morte di Stefano

"Non c’è cosa più difficile che chiedere allo Stato di giudicare sè stesso. Qualunque sia la sentenza, a novembre, per noi è già una vittoria. Ma mi auguro che non siano fatti sconti a nessuno". E’ questo l’augurio di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane detenuto morto nel 2009 all'ospedale Pertini di Roma, durante la presentazione del libro, scritto insieme all’avvocato Fabio Anselmo, dal titolo 'Il coraggio e l'amore' (ed. Rizzoli). "Il processo sbagliato, quello ai medici, è ancora in corso e va a sentenza lo stesso giorno della sentenza di quello giusto", ha aggiunto Anselmo in merito alla sentenza prevista il 14 novembre prossimo al processo d'appello 'ter' ai medici dell'ospedale Pertini e la cui data coincide con quella in cui la Corte d'Assise prenderà la decisione nell'altro processo ai cinque militari dell'Arma, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale per il presunto pestaggio.
Alla presentazione del libro ha partecipato anche Vittorio Fineschi, medico legale e consulente della parte civile al processo: "In nove anni si è negata l'evidenza - ha detto -. Il fatto che Stefano fosse stato picchiato non aveva neppure bisogno di un esperto".

Foto © Imagoeconomica

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