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di AMDuemila
"Grande gioia, una grande soddisfazione e anche la conferma che esiste un sistema giudiziario in grado di accertare la verità. Sono estremamente grato ai miei avvocati che mi sono stati accanto in questi lunghissimi anni”. Ha esultato così in un’intervista all’Adnkronos l’ex deputato PDL Alfonso Papa (il partito dell’ex premier Silvio Berlusconi), dopo l’assoluzione al processo che lo vede coinvolto a Napoli per la scabrosa inchiesta sulla loggia P4. Una notizia, quella dell’assoluzione, rimbalzata in pochi minuti su tutti i quotidiani nazionali. Ma ecco che dalle prime ore del pomeriggio è arrivata una nota diramata dal Presidente della Corte d'Appello di Napoli Giuseppe De Carolis dove si precisa che quella di ieri “non è stata una sentenza di assoluzione" ma "una sentenza di non doversi procedere nei confronti dell'imputato (Alfonso Papa, ndr) per intervenuta prescrizione dei reati”. Infatti la Seconda Sezione penale della Corte d’Appello di Napoli presieduta dal giudice Vincenzo Alabiso ha dichiarato prescritte tre accuse per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell’imputato, due di concussione e una di istigazione alla corruzione, confermando le assoluzioni decise in primo grado per gli altri episodi di corruzione e ricettazione. L’indagine era nata nel 2010 e culminata nell’estate del 2011 nell’arresto di Papa e del faccendiere Luigi Bisignani che poi aveva patteggiato 1 anno e 7 mesi di reclusione. Papa era stato il quinto parlamentare per il quale la Camera aveva dato l’autorizzazione a procedere per la custodia cautelare in carcere quando erano emerse le accuse dei pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano. In cella però l’ex deputato rimase solo 101 giorni e poi gli furono concessi i domiciliari e successivamente, nel 2012, il Tribunale del riesame dichiarò illegittimo il suo arresto. Nel dicembre 2016, dopo ben 5 anni di dibattimento (il processo è iniziato nell’ottobre 2011), era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli a 4 anni e sei mesi di reclusione per induzione alla concussione.

Foto © Imagoeconomica

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