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di AMDuemila
Presidente Regione Puglia: "La Regione si costituirà parte civile come se tutti gli imprenditori parti offese fossero costituiti"

Andranno tutti a processo i 29 presunti appartenenti a un clan foggiano. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni e rapine aggravate, detenzione illegale di armi e tentato omicidio. Stando alle indagini della Dda i 29 avrebbero imposto il pizzo, tra il 2015 e il 2018, a decine di commercianti e imprenditori della provincia di Foggia, tra imprese edili, bar e alimentari, cooperative agricole e sociali, una discoteca e una ditta di onoranze funebri, arrivando a chiedere fino a 200 mila euro. ll gup Giovanni Anglana ha fissato per il 12 dicembre l'inizio del processo con rito abbreviato per 25 di loro che sarà celebrato nel tribunale di Bari. Tra di loro ci sono i capi mafia Rocco Moretti, Vito Bruno Lanza e Roberto Sinesi e altri quattro che sono stati rinviati a giudizio. Nell’udienza preliminare si sono costituiti parte civile il Comune di Foggia, la Fondazione Antiracket Puglia e la Regione Puglia, con il presidente Michele Emiliano che oggi ha partecipato all'udienza nell'aula bunker di Bitonto. "Noi sostituiremo tutti gli imprenditori che non hanno avuto desiderio o coraggio sufficiente di costituirsi parte civile e faremo questo processo come se rappresentassimo ciascuno di loro, con tutta l'energia e tutta la determinazione necessaria all'accertamento della verità” ha detto il presidente della Regione Puglia. "La Regione si costituirà parte civile, non sarà una costituzione formale - ha aggiunto - sarà una costituzione che ci impegnerà nell'istruttoria dibattimentale come se tutti gli imprenditori parti offese fossero costituiti". “Tutto questo significa che la Regione Puglia sta chiaramente dalla parte della legge, della giustizia, contro le associazioni mafiose e soprattutto dalla parte di Foggia - ha concluso - perché Foggia viene ancora oggi purtroppo massacrata da questa gente che evidentemente riesce, non si sa come, a frenare persino lo sviluppo economico, frenando l'entusiasmo, la passione e qualche volta anche il patrimonio di chi invece dovrebbe lavorare per creare posti di lavoro, per investire, per creare ottimismo".

Foto © Ansa

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