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Emersi contatti con ambienti camorristici
di AMDuemila
Nel corso di una maxi operazione anticorruzione della Polizia di Stato denominata S. Gennaro, coordinata dalla procura di Roma, è stato arrestato il gip di Ischia Alberto Capuano insieme ad altre 4 persone; il consigliere circoscrizionale di Bagnoli, Antonio Di Dio, di 66 anni, l'avvocato Elio Bonaiuto, di 71 anni, Giuseppe Liccardo, 31 anni, pregiudicato e vicino al clan Mallardo di Giugliano, e il 52enne libero professionista, Valentino Cassini. I 5 sono indagati, a vario titolo, per corruzione nell'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Il giudice sessantenne, in servizio presso la sede distaccata sull'isola del tribunale di Napoli, secondo l’accusa oltre ad aver favorito, in cambio di denaro e altro, amici e conoscenti, avrebbe aiutato persone legate ad ambienti camorristici. Capuano avrebbe accettato da due intermediari di Giuseppe Liccardo, pregiudicato del clan Mallardo di Giugliano, la promessa di una grossa somma di denaro, circa 70 mila euro, "20 prima e 50 dopo", in cambio dell'intervento su uno o più componenti in collegio penale, designato per decidere il processo penale a carico dello stesso Liccardo, del fratello Luigi e della madre Granata, imputati per violazione dell'articolo 12 quinquies D.L. 306/1992, che riguarda il trasferimento illecito di valori, in continuità con il clan mafioso.
"Mi ha detto: dì ai ragazzi che stiano tranquilli (?) il presidente è una cosa loro, già sa tutte cose, ok? (?) però già aveva parlato con il nuovo collegio, il presidente è una cosa sola con loro. Già sanno tutto. Anche se l'avvocato ti ha detto la prescrizione, loro devono uscire assolti a te e a tutta la famiglia, sarete assolti, punto”, ha detto un intermediario a Liccardo riferendo le rassicurazioni del magistrato inguaiato. Liccardo, si legge nell’ordinanza del Gip di Roma, una volta ricevuto il messaggio ha specificato che non voleva solo l'assoluzione per sé e per tutti gli imputati della sua famiglia, ma anche il dissequestro dei beni, ottenendo anche in questo caso esplicita rassicurazione dal Di Dio: "E' automatico che ti ridanno i beni, è chiaro che quando vieni assolto ti ridanno pure i beni, è abbinato, hai capito?".

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