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la trattativa flimdi AMDuemila - Video
Il film di Sabrina Guzzanti sarà proiettato il 13 giugno

Finalmente il film “La Trattativa” arriverà in Tv. Il film scritto e diretto da Sabrina Guzzanti per la prima volta verrà proiettato su Rai2 giovedì 13 giugno alle ore 21.20. L’iniziativa è stata portata avanti dal direttore della rete, Carlo Freccero, che aveva già inoltrato, quando era consigliere di amministrazione, la proposta al precedente Cda Rai senza, però, avere successo. Invece dopo qualche perplessità Viale Mazzini ha dato il suo consenso all’iniziativa.
Dopo la messa in onda del film, la Rai ha scelto anche di far seguire un talk show presentato dall’ex direttore del Tg1, Andrea Montanari con gli ospiti in studio che saranno il direttore de “Il Fatto Quotidiano”, Marco Travaglio, il cronista del “Corriere della Sera”, Giovanni Bianconi e gli avvocati di Marcello Dell’Utri e Mario Mori, Basilio Milio e Giuseppe Di Peri. Presente anche Sabrina Guzzanti. Durante la trasmissione ci sarà anche un’intervista al sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, che è stato pubblico ministero del processo Trattativa Stato-Mafia.
Il film era stato presentato al Festival di Venezia fuori concorso nel 2014. Alla sua uscita molto criticato da parte di esponenti politici. La pellicola racconta di uno dei momenti più terribile e delicati dell’Italia con la fine della prima Repubblica e la nascita della seconda. L’opera ricostruisce le trame di quei personaggi politici, mafiosi, istituzionali, massoni, forze dell’ordine e imprenditori, che nel ’92 aprirono una trattativa con Cosa nostra per far cessare la scia di sangue di quegli anni: l’omicidio dell’onorevole Salvo Lima del 13 marzo 1992, la strage di Capaci, la strage di via D’Amelio, le bombe di Roma, Firenze, Milano del 1993 e il fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma il 23 gennaio 1994. La trattativa vide come protagonisti uomini dello Stato come Antonio Subranni, Mario Mori, Giuseppe De Donno, l'esponente della Dc Vito Ciancimino, legato al superboss corleonese Bernardo Provenzano e al capo dei capi Totò Riina e il fondatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri.



In queste vicende si inseriscono anche altri misteri come la sparizione dell’agenda rossa di Paolo Borsellino in via D’Amelio, la mancata perquisizione del covo di Riina da parte dei carabinieri del Ros dopo la sua cattura il 15 gennaio 1994 e il rapporto di Silvio Berlusconi con Cosa nostra tramite Marcello Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Il film trae spunto dalla indagine della procura di Palermo che ha portato alla sbarra per la prima volta uomini delle istituzioni, alte cariche delle forze dell’ordine e mafiosi. Il processo ha avuto come risultato in primo grado con le condanne di 12 anni di Mario Mori, Antonio Subranni, Marcello Dell’Utri e il boss mafioso Antonino Cinà, 8 anni per Giuseppe De Donno, 28 anni a Leoluca Bagarella e per calunnia 8 anni a Massimo Ciancimino. Assolto l’ex presidente del Senato e all’epoca dei fatti ministro dell’interno, Nicola Mancino.

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