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I carichi di cocaina arrivavano dalla locride
di AMDuemila
Importante operazione, ieri mattina, da parte della polizia di Catania congiuntamente alle Squadre mobili di Roma, Palermo, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Trapani che, su delega della Procura, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone, a vario titolo accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Uno dei soggetti destinatari, però, non sarebbe ancora stato rintracciato. Le indagini della squadra mobile della questura etnea, sviluppatesi nel periodo ottobre 2015-giugno 2016, hanno evidenziato l'esistenza di due gruppi criminali e fatta luce su 'joint venture' del malaffare tra narcotrafficanti catanesi ed esponenti delle 'ndrine calabresi, per l'approvvigionamento di cocaina, e con palermitani per l'acquisto di marijuana. Ai vertici dei due gruppi, secondo quanto emerso dall'inchiesta della Dda, denominata "Capricornus", ci sarebbero Carmelo Scilio, di 45 anni, che opera nel rione di San Giovanni Galermo, e Salvatore Anastasi, di 68 anni, che vive nel popolare quartiere Monte Po. Nelle loro abitazioni la squadra mobile di Catania ha installato telecamere nascoste che hanno ripreso le attività dei due indagati. I due gruppi, seppure 'rivali' sul mercato del traffico, avevano in comune alcuni dei fornitori di droga. Tra questi, per la cocaina, i fratelli Domenico e Francesco Mammoliti, di 51 e 46 anni, dell'omonima cosca di San Luca (Reggio Calabria), nota come "Fischiante", che delegavano le consegne a corrieri calabresi. La marijuana invece partiva da Partinico (Palermo) e arrivava a Catania affidata a fidatissimi spedizionieri. Secondo l'accusa, Scilio e Anastasi erano dei 'grossisti', dei narcotrafficanti che trattavano consistenti partite di droga da vendere a spacciatori di grosso calibro che a loro volta la rivendevano a dei pusher. La 'catena' è stata ricostruita dalla squadra mobile di Catania che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare del Gip, emessa su richiesta della Dda della locale Procura, che ha disposto il carcere per 12 indagati, quattro dei quali erano già detenuti, e i domiciliari per altri otto, tre dei quali si trovavano già in carcere per altri reati.
Una persona e' irreperibile. Durante le indagini la polizia ha effettuato diversi sequestri di droga e arrestato corrieri. A casa di Scilio la polizia ha trovato una corona, simbolo per il possessore, secondo gli investigatori, della sua capacità di 'regnare' nel settore del traffico di droga. Gli arrestati dell'operazione sono stati condotti negli istituti di detenzione di Catania-Bicocca, piazza Lanza, Roma, Locri e Vibo Valentia.

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