Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di AMDuemila
Il giornalista intervenuto a Catanzaro per l’incontro “Corruzione, Criminalità, Informazione”

La stampa oggi è molto seduta nel palazzo, spesso non autonoma dalla politica. La garanzia è avere pluralismo, abbiamo bisogno di più giornalismo”. Ad affermarlo è il giornalista di Fanpage Sandro Ruotolo rivolgendosi agli studenti del triennio dell’istituto tecnico “Grimaldi- Pacioli” di Catanzaro, in occasione dell’incontro “Corruzione, Criminalità, Informazione” nell’ambito della rassegna “Catanzaro Legal Economy”. Sandro Ruotolo, sotto scorta dal maggio 2015, ha raccontato ai ragazzi la dura vita del giornalista d’inchiesta dedito soprattutto alla lotta alla criminalità organizzata. “Si soffre per querele temerarie, per delegittimazione da parte della politica e il problema principale è la mancanza di editori puri, quindi il conflitto di interessi”. E ancora “la stampa svolge una funzione sociale, è importante avere un pensiero critico e libero. Il ruolo dell’informazione è quello di essere autonoma e indipendente, perchè attraverso la libera informazione la qualità della democrazia è migliore”. Ruotolo ha infine ricordato quando andò a Catanzaro nel 2007 come inviato per una diretta del programma tv “Anno zero”. In quel periodo cittadini e associazioni si erano schierati in difesa dell’ex magistrato Luigi de Magistris quando gli vennero detratte le inchieste su cui stava lavorando, una vicenda giudiziaria che porto l’attuale sindaco di Napoli ad abbandonare la magistratura nel 2009. In relazione a quei provvedimenti di sottrazioni d’inchieste, che lo scorso febbraio i giudici della corte d’appello di Salerno hanno descritto come “illegittimi”, Ruotolo ha rimarcato l’importanza primaria di fare rete. E poi “se non riusciamo a vincere questa guerra é perché c'è un rapporto tra la 'ndrangheta e il potere”. “La prova provata del condizionamento mafioso nelle istituzioni. Le regioni con reddito procapite più basso hanno il livello di corruzione più alto e tra questi c'è la Calabria. La causa? L'inquinamento amministrativo e il ruolo dell'imprenditoria, che fa accordi con la politica, e delle figure professionali conniventi”, ha detto il giornalista rammentando lo scioglimento di 300 Consigli comunali in Italia dal 1991 a oggi.

Foto © Imagoeconomica

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy