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el chapo guzman joaquindi AMDuemila
Ottenuti da Fbi grazie a reclutamento esperto informatico boss

Ci sono anche i messaggi con la moglie Emma Coronel Aispuro e l'amante tra gli atti che sono stati acquisiti al processo contro Joaquin El Chapo Guzman, che si tiene a New York. L'Fbi, con l'aiuto di un esperto informatico che lavorava con Guzman, è riuscita a recuperare anche queste prove da cui emerge come il narcotrafficante non era solo un donnaiolo ma si affidasse alle sue donne per portare a termine le operazioni quotidiane. Come riporta il New York Times nelle carte presentate alla Corte Distrettuale di Brooklyn si legge delle 'enchiladas' di Emma che hanno fatto innamorare il boss, di quando El Chapo le disse di fuggire da un'incursione della polizia in uno dei suoi rifugi, o di quando le ordinò di nascondere delle armi temendo l'arrivo degli agenti. Poi ci sono gli sms verso una delle sue amanti, Agustina Cabanillas Acosta, la quale sospettava che Guzman la facesse spiare. E' stato nel 2010 che le autorità americane hanno lanciato un'operazione per reclutare come informatore l'esperto informatico di El Chapo, Christian Rodriguez, che gli aveva costruito una rete di comunicazione criptata. E poi ha aiutato il Bureau a decifrarla. In precedenti udienze è stato sentito come testimone Edgar Ivan Galván, ex trafficante di droga e di armi e già condannato a 24 anni di reclusione. Al processo Galván ha raccontato diversi dettagli sui suoi affari lungo il confine tra Messico e USA con un violento affiliato del Chapo a Ciudad Juarez.
Lui non ha mai incontrato El Chapo, e solo una volta ha sentito la voce del padrino squillare attraverso il telefono push-to-talk di un collega. Quindi ha raccontato come ha iniziato a lavorare con i trafficanti di droga nel trasporto di importanti carichi di marijuana. Presso una “casa di feste” che aveva affittato insieme a un amico a El Paso, Galván ha incontrato Antonio Marrufo, detto “Giaguaro”, un trafficante che all’epoca lavorava per La Línea - la gang di strada che serve come braccio armato del cartello di Juarez.
Nel 2008 "Giaguaro" lo contattò nuovamente spiegandogli che era uscito da La Linea e che prendeva ordini da nuovi capi: il Cartello di Sinaloa. Così gli propose di diventare il suo uomo di fiducia e di gestire, al di là dl confine americano, il deposito della merce in attesa di essere portata sulle reti di distribuzione di Chicago o Atlanta. “Mi disse che tutta la coca che aveva veniva da El Chapo Guzmán, ha rivelato Galván.

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