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montante antonello c imagoeconomica 1di AMDuemila
L'istanza presentata in Cassazione. Il Procuratore Bertone: "Siamo sereni"

L'ex leader di Confindustria, Antonello Montante, sotto processo assieme ad esponenti delle forze dell'ordine, collaboratori e politici con l'accusa di aver messo su una sorta di rete di spionaggio per acquisire informazioni sull'inchiesta per concorso in associazione mafiosa che pendeva nei suoi confronti a Caltanissetta, passa all'attacco. Ieri, durante il processo che procede con il rito abbreviato, i suoi legali Carlo Taormina e Giuseppe Panepinto hanno fatto sapere di aver presentato istanza alla Corte di Cassazione per la rimessione del processo per legittima suspicione, chiedendo così che lo stesso non sia celebrato a Caltanissetta. "C'è un pregiudizio dei magistrati nisseni - ha accusato l'avvocato Taormina - con cui l'ex leader di Confindustria ha condiviso per dieci anni il compimento di proficue attività antimafia e rapporti personali, fino alla familiarità, che non permettono serenità di giudizio". "Nel procedimento ci sono una serie di anomalie", hanno ancora detto i legali.
Tra le cause che, secondo Taormina, legittimerebbero il trasferimento del caso ad altra sede giudiziaria c'è la mancata scarcerazione di Montante sollecitata nei giorni scorsi dalla difesa. Il legale sostiene infatti che per le condizioni di salute in cui versa l'imputato non debba stare in carcere. "Antonello Montante - si legge nella nota dell'avvocato -, sotto scorta rigorosa anche al momento dell'arresto in quanto artefice della svolta antimafia nel settore imprenditoriale quale presidente di Confindustria Sicilia, ove era stato elaborato il codice etico per le espulsioni di imprenditori mafiosi, dopo aver subito un'opera di delegittimazione con la aberrante accusa di essere un mafioso, nonostante la verticale caduta di questa accusa, è stato ugualmente arrestato per una fattispecie associativa a fini corruttivi che la Cassazione ha ritenuto inesistente e, nonostante ciò, continua a essere tenuto in carcere pur di fronte a una conclamata gravità delle sue condizioni di salute". In proposito, la giudice Luparello si è riservata le proprie osservazioni, e poi trasferirà la questione, come impone il codice di procedura penale, alla Cassazione. E non solo alla Procura Generale della Cassazione: la relazione degli avvocati Taormina e Panepinto sarà anche sul tavolo del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, invitati a valutare nel merito il no alla prima richiesta di scarcerazione di Montante per gravi motivi di salute. Va ricordato che quando lo scorso agosto i medici dell’imprenditore avevano paventato per Montante condizioni di salute critiche e un prossimo intervento chirurgico per una situazione tale da determinare l’incompatibilità con la detenzione in carcere, il perioto nominato dal Gip Maria Carmela Giannazzo arrivò a conclusioni opposte rappresentanto come l'ex leader di Confindustria Sicilia non fosse in condizioni di salute tali da essere scarcerato. Per quanto riguarda la nuova mossa difensiva per spostar il Procresso immediata è arrivata la replica del procuratore Capo di Caltanissetta, Amedeo Bertone. "Noi siamo sereni e tranquilli, come sempre. Anche rispetto a questa richiesta della difesa. Non abbiamo scheletri negli armadi: gli atti su alcuni magistrati sono stati da noi inviati alla procura di Catania per la valutazione di competenza". Per quanto riguarda la richiesta di scarcerazione per motivi di salute vi è una perizia del gip che smentisce la versione.
Intanto all'udienza di ieri è stata ancora la volta del controesame dell'imputato Marco De Angelis da parte del pubblico ministero Maurizio Bonaccorso. De Angelis ha già fatto delle ammissioni, ma secondo la procura nissena non ha raccontato tutto quello che sa a proposito dei suoi rapporti con Montante ed in particolare nega qualsiasi richiesta di interessamento per la raccomandazione fatta dall'ex capo di Sicindustria per sua moglie, dipendente dell'Irsap.
A riferire di questo ci sono le dichiarazioni di Alfonso Cicero, ex presidente dell'Irsap, che ha parlato della segnalazione di Montante per inserire la moglie del poliziotto amico nella segreteria dell'istituto.

Foto © Imagoeconomica

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