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papa francesco dito c reutersNuovo atto d’accusa durante l'udienza generale in piazza San Pietro
di AMDuemila
Mafiosi e corrotti non possono dirsi cristiani. Lo ha ribadito senza mezze misure Papa Francesco durante l’udienza generale in piazza San Pietro prima del Triduo Pasquale. “Devo dire una cosa dolorosa. Ci sono i cristiani finti, quelli che dicono 'Gesù è risorto, io sono stato giustificato da Gesù sono nella vita nuova ma vivo una vita corrotta'. Questi cristiani finti finiranno male", ha affermato il Pontefice. E poi ancora ha aggiunto: “Tutti  siamo peccatori. Il cristiano è un peccatore, anche io lo sono, ma ha la sicurezza del perdono quando lo chiede. Il corrotto fa finta di essere onorevole ma nel suo cuore c’è ‘putredine’. Il corrotto fa finta di vivere una vita nuova. Per non andare lontano pensiamo ai cosiddetti cristiani mafiosi: di cristiano non hanno nulla. Si dicono cristiani ma portano la morte nell'anima e la danno agli altri. Preghiamo per loro".
"Un cristiano - ha proseguito - se veramente si lascia lavare da Cristo, se veramente si lascia spogliare da Lui dell'uomo vecchio per camminare in una vita nuova, pur rimanendo peccatore, non può più essere corrotto; non può più vivere con la morte nell'anima, e neanche essere causa di morte. Il prossimo, soprattutto il più piccolo e il più sofferente, diventa il volto concreto a cui donare l'amore che Gesù ha donato a noi. E il mondo diventa lo spazio della nostra nuova vita da risorti". "In piedi, e con la fronte alta, possiamo condividere - ha ribadito il Papa - l'umiliazione di coloro che ancora oggi, come Gesù, sono nella sofferenza, nella nudità, nella necessità, nella solitudine, nella morte, per diventare, grazie a Lui e con Lui, strumenti di riscatto e di speranza, segni di vita e di risurrezione".
Non è la prima volta che Bergoglio si schiera usando parole forti nei confronti della mafia. In passato aveva addirittura scomunicato i mafiosi. Questa volta ha voluto cogliere l’occasione della Pasqua per ribadire come la stessa sia un’occasione per tutti di rinnovamento. “Non finisce con la colomba, con le uova, sì, è bello, in famiglia” ha detto ancora Francesco, precisando che con questa celebrazione “incomincia l’annuncio alla missione. L’annuncio è il nocciolo, è il ‘kerygma’, una parola difficile ma che dice tutto”. Il Pontefice ha poi ricordato che "la Pasqua è la festa più importante dell'anno, più del Natale, perché è la festa della nostra salvezza".

Foto © Reuters

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