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polizia carabinieri operazione passo di salto c ansaGratteri: “Abbiamo tolto una cappa. Spaccio anche vicino alle scuole
di AMDuemila
Era una vera e propria holding dello spaccio suddivisa in tre livelli (fornitori, grossisti e spacciatori al minuto), quella che è stata sgominata ieri mattina con l’operazione congiunta di carabinieri e polizia, denominata “Passo di Salto”, con il coordinamento della Dda di Catanzaro.
In totale sono stati 51 i soggetti raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di produzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L'organizzazione, secondo l'accusa, vantava un sostanziale monopolio del business in città e nei centri del litorale ionico catanzarese, con stretti legami, per quanto riguarda i canali di approvvigionamento, con potenti famiglie di ‘Ndrangheta della Locride e del Crotonese.
L'operazione racchiude vari filoni di indagine condotti separatamente dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Catanzaro e dalla Squadra mobile della Questura di Catanzaro. Le attività sono autonomamente e parallelamente scaturite da acquisizioni del Commissariato della Polizia di Stato del quartiere Lido e della Stazione Carabinieri della stessa zona. Dalle indagini, condotte con un ampio ricorso ad intercettazioni ambientali, veicolari e telefoniche oltre che a riprese filmate con telecamere nascoste, è emersa una peculiare modalità operativa del gruppo: la cessione in conto vendita della droga, il cui regolare pagamento era garantito dalla forza di intimidazione esercitata dal sodalizio sugli spacciatori al dettaglio e sui consumatori. Un contributo alle indagini è venuto anche da uno dei capi dell'organizzazione, Santino Mirarchi, divenuto collaboratore di giustizia nel 2016 e le cui dichiarazioni hanno arricchito e completato il quadro probatorio già acquisito dagli investigatori. “Da oggi Catanzaro è più libera, abbiamo tolto una cappa che da oltre dieci anni incombeva sulla città” ha commentato il Procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri. “Si tratta di un'inchiesta importante - ha aggiunto - perché incide sulla vita delle famiglie. L'organizzazione infatti spacciava qualsiasi tipo di sostanza in regime di monopolio nelle piazze del capoluogo e anche vicino ad alcune scuole". Come ha evidenziato il capo della Squadra mobile Nino De Santis, le indagini hanno svelato come alcuni minori non solo erano clienti abituali ma venivano anche utilizzati come pusher. "L'inchiesta, corroborata dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santino Mirarchi - ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto - conferma quanto su Catanzaro incombano le cosche isolitane che hanno delegato al gruppo catanzarese lo spaccio degli stupefacenti". L’indagine è stata avviata nel 2009. “E’ da allora che seguiamo l'ascesa di questa organizzazione che era ritenuta affidabile e credibile da elementi di spicco della criminalità organizzata calabrese come le famiglie Pelle e Pizzata di San Luca" ha spiegato l'aggiunto Vincenzo Capomolla. "Volevano trasformare alcuni quartieri del capoluogo in aree di spaccio come Scampia" ha riferito il comandante del reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro, Alceo Greco. Presente alla conferenza stampa anche il dirigente del Commissariato di Catanzaro Lido Giacomo Cimarrusti che ha ricordato come le indagini abbiano preso avvio dalle attività dell'ufficio territoriale. Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Marco Pecci, ha infine voluto sottolineare l'importanza di investire sulle nuove generazioni: "La sola azione di contrasto non basta, per questo da tempo stiamo accompagnando i giovani delle periferie a rischio in percorsi di legalità e cultura dell'ambiente".

Foto © Ansa

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