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hotel elena palermodi AMDuemila
Risultava chiuso e dismesso dal 2014 eppure ogni settimana transitavano un centinaio di persone circa, nell'Hotel Elena, ora sotto sequestro, di proprietà dell'ex magistrato Giusto Sciacchitano ora sotto sequestro. I sigilli sono scattati più di dieci giorni fa quando i vigili urbani hanno scoperto che non c'era nulla in regola, a partire dalle insegne a due passi dalla stazione che attiravano quotidianamente clienti. L'Hotel internamente però non poteva ospitare nessuno perchè erano in atto i lavori di ristrutturazione per rifare tutta la pavimentazione, non autorizzati e che hanno fatto scattare il sequestro penale. I clienti quindi venivano dirottati a 7 appartamenti sul retro con ingresso da via Palmeri. In totale 18 posti letto per un costo da 25 a 35 euro a persona, rigorosamente in contanti, e senza l'emissione di alcuna ricevuta o fattura. A gestire il tutto sarebbe stata Maria Galasso, 78 anni, moglie dell'ex procuratore aggiunto della Dna. La donna accoglieva gli ospiti e decideva le tariffe ed ora dovrà rispondere alle domande del nucleo accertamenti tributari della polizia municipale. Non è la prima volta che il nome del magistrato che negli anni '80 lavorò affianco di Falcone, salta fuori in contesti poco chiari. Schiacchitano infatti era stato chiamato in causa da Massimo Ciancimino nel 2010 nell'affare del “Gas spa”. Azienda che negli anni ottanta e novanta metanizzò mezza Sicilia e che secondo le indagini sarebbe stata utilizzata per il riciclaggio del tesoro del sindaco mafioso Vito Ciancimino. Il figlio di Don Vito aveva ricordato ai magistrati che Sciacchitano era legato alla famiglia di Brancato, essendo all'epoca dei fatti, consuocero di Ezio Brancato. Oltre alla gestione in nero dell'affitto delle stanze e ai lavori abusivi, i vigili hanno contestano una serie di illeciti amministrativi:la mancata Scia ( segnalazione certificata di inizio attività) all’ufficio Attività produttive del Comune per oltre mille euro di sanzione, le tre insegne pubblicitarie abusive per un totale di 1236 euro di multa e oltre 300 euro per la mancata agibilità delle stanze che venivano affittate. Oltre al fatto che gli ospiti non venivano mai segnalati alla questura e che non era mai stata versato il pagamento della tassa sui rifiuti (Tari) al Comune degli ultimi sei anni per quasi mille metri quadrati di superficie.

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