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bozzo nicoloIn un'intervista disse: “Avevamo scoperto la sua prigione prima che fosse rapito”
di AMDuemila
E’ morto ieri, a 83 anni, il generale dei carabinieri Nicolò Bozzo, ex braccio destro del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e comandante della divisione Pastrengo. Così come ricordato nel libro di Stefania Limiti e Sandro Provvisionato “Complici, il caso Moro e il patto segreto tra Dc e Br” (Chiarelettere, 2015), per conto di Dalla Chiesa il gen. Bozzo coordinò tutta l’operazione di via Monte Nevoso dove il 1° ottobre 1978 fu scoperto l’archivio delle Br, carte di Moro comprese, e dove furono arrestati due dei 4 componenti dell’esecutivo terrorista (Azzolini e Bonisoli) oltre a una militante (Nadia Mantovani). Nel 1981, mentre le istituzioni erano incrostate di piduisti, Bozzo decise di rendere una testimonianza spontanea ai giudici di Milano Giuliano Turone e Gherardo Colombo che stavano indagando sul crac del banchiere Michele Sindona, così facendo denunciò 51 ufficiali dei Carabinieri, accusati di essere affiliati alla Massoneria.
Il 4 aprile di tre anni fa Bozzo richiamò al telefono la Limiti e Provvisionato per fare un’aggiunta alle sue dichiarazioni che, per motivi tecnici di stampa, non trovarono spazio nel volume. Ma le sue affermazioni fecero comunque scalpore: un’ulteriore conferma del sistema criminale che aveva ordito il rapimento e l’omicidio dell’ex leader della DC. “Alla prigione (via Montalcini, ndr), in quel posto dove Aldo Moro fu portato - sottolineò con cognizione di causa Bozzo - potevamo arrivarci, l’avevamo scoperta. Addirittura prima che il sequestro di Moro avvenisse”. L’intervista si concluse poi con una sua ferma presa di posizione: “Ho maturato la convinzione che sia giunta l’ora di spostare un po’ più avanti la ricerca della verità sul rapimento e l’assassinio di Aldo Moro. E credo che la nuova Commissione d’inchiesta possa farlo. Se saltasse fuori ancora qualche piccolo pezzo di verità, sono convinto che verrà giù tutto”.
Purtroppo, però, in un Paese senza memoria come l’Italia verità definitive su casi come questo restano ancora troppo lontane.

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