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romanzo criminaleOrdinata scarcerazione di quattro indagati
di AMDuemila
I tag su una foto pubblicata su Facebook nel 2011 ritraente quattro soggetti armati e con il passamontagna erano costati caro a Paolo Benavoli, Alessio Falcomatà, Francesco Patea e Vincenzo Toscano. I quattro erano stati arrestati (i primi tre in carcere e l’ultimo ai domiciliari) in un'operazione anti ndrangheta e gli era stata contestata anche la detenzione di armi e proprio quell’immagine costituiva una prova importante.
Oggi però emerge che quella foto non era dei “cumps” (abbreviazione americanizzata di “compari”) ma uno scatto con gli attori del film “Romanzo Criminale”. Il gip di Reggio Calabria, Antonino Foti, ha così revocato la misura cautelare dopo che lo scorso 7 novembre il commissario di Condofuri ha inviato in Procura una nota secondo cui “emergono seri dubbi sull’identificazione degli indagati e sulla stessa sussistenza del reato in questione”. Così gli stessi pm hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari la revoca della misura cautelare, “limitatamente” a quella detenzione di armi.
Il Gip reggino rileva dunque che “sia nella richiesta cautelare sia nell’informativa in atti del Commissariato di Condofuri del 29 maggio 2013 veniva indicata dalla polizia giudiziaria la certezza del riconoscimento degli odierni indagati, ‘taggati’ in una foto ritraente quattro soggetti armati e si affermava testualmente che: ed alla taggatura dei pervenuti, si aggiungerà il riconoscimento effettuato da personale di quest’ufficio, il quale nonostante le persone armate avessero il volto travisato da passamontagna, riusciva ad individuarle per i soggetti in argomento, anche grazie ai diversi caratteri antropometrici che li caratterizzano”.
Solo dopo l’arresto, “lo stesso commissariato – scrive sempre il gip – sostiene che un’attenta e scrupolosa disanima, per il tramite della diffusione della stessa immagine nell’ambito dei più comuni motori di ricerca (Google) ha consentito di evidenziare che la stessa immagine appariva quale foto rievocativa pubblicitaria della nota fiction televisiva Romanzo Criminale e che era circolata in rete dal 2005, indicando, pertanto l’esistenza di un errore nel riconoscimento antropometrico, a suo tempo, effettuato in fase di indagini”. Prendendo atto di ciò il Gip “ritiene necessario revocare lamisura nei confronti nei sopra indicati indagati limitatamente al capo 17, per il quale non appare sussistere il reato in contestazione e manda all’ufficio di procura perché si accertino eventuali responsabilità in merito ai soggetti che avrebbero effettuato il riconoscimento”.
Paolo Benavoli, Alessio Falcomatà, Francesco Patea resteranno comunque in carcere perché accusati di associazione mafiosa e altri reati mentre torna libero Vincenzo Toscano, l’unico dei quattro indagati che era stato arrestato solo perché riconosciuto tra i quattro soggetti della fotografia pubblicata sul social.

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