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IMG 1869A Macerata sala piena per la presentazione del libro “Fiumi d'oro”
di Francesca Mondin - Fotogallery
“Nella nostra storia la 'Ndrangehta è sempre stata in rapporto sinergico con la classe dirigente, senza questo rapporto la mafia sarebbe solo un insieme di bande senza futuro e senza capacità di controllare il territorio”. A dirlo è Antonio Nicaso, giornalista, scrittore e docente universitario nel Canada e negli Stati Uniti, che ieri, assieme al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, hanno presentato il libro “Fiumi d'oro” a Macerata davanti una sala piena di persone. “Reciprocità funzionale” è questa la parola chiave che Nicaso ha sottolineato per far comprendere come le mafia si siano potute diffondere in qualsiasi cultura e territorio “ricostruendo in ogni luogo quella zona grigia” fatta da politici, imprenditori e colletti bianchi in affari con la criminalità organizzata.
“Le mafie - ha detto Nicaso - sono state lungamente legittimate da potere politico”, in Italia e all'estero, ci sono infatti “ndranghetisti che si sono seduti al tavolo con ministri australiani o che hanno avuto informazioni segrete e riservate da un ministro tedesco", ha detto Nicaso, citando anche altri esempi in Canada, Africa e nel resto dei continenti.


Insomma, per comprendere la mafia “ci si deve basare sull'economia non sull'antropologia” ha detto lo scrittore, infatti “la storia ci ha insegnato che le mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere” ha sottolienato il procuratore Gratteri.
E non si radicano più con l'imposizione ma “semplicemente entrando nelle regole di mercato offrendo servizi a prezzi ribassi del 30-40%” che permettono al mafioso di “ripulire le enormi quantità di soldi provenienti dai traffici illegali”. Offerte che dovrebbero far saltare in allarme imprenditori, amministratori, politici ed esperti di economia e finanza, invece, “ci sono professionisti che fanno la coda per riciclare soldi delle mafie - ha spiegato Nicaso - perché le mafie da sole non sono in grado di farlo”.
Gli autori hanno evidenziato più volte la presenza di questo strato di persone colluse fondamentali per il proliferarsi delle mafie: “avvocati, commercialisti, broker e gente che consapevolmente si presta alla 'Ndrangheta”.

Ed i frutti di questa collusione si riscontrano ormai in tutta Italia e nella quotidianità, ha ricordato il magistrato, come può essere la ricostruzione post sisma, che ha interessato tutto il centro Italia o l'apertura di nuovi centri commerciali e supermercati od altre infrastrutture. Per questo Gratteri ha richiamato all'attenzione tutta la cittadinanza, ricordando la responsabilità di ognuno “nel partecipare, prendere posizione e denunciare quando qualcosa risulta non pulito”. A partire anche “dalla sensibilizzazione tra i giovani di temi come le droghe e la tossicodipendenza” ha sottolineato il procuratore di Catanzaro che ha spiegato i rischi nascosti nella legalizzazione delle droghe “leggere”, tema su cui da qualche tempo si discute in Parlamento.
“Il disegno di legge propone che la Marijuana sia venduta in farmacia a chi è maggiorenne - ha detto Gratteri - ma se il consumo avviene nelle scuole medie da chi andranno i ragazzi a comprarla?” Tanto più che “la criminalità organizzata la venderà ad un prezzo ribassato rispetto al prezzo di mercato previsto”. Riguardo ai guadagni per lo Stato, il magistrato è stato molto critico: “Dobbiamo anche riflettere quanto spende lo Stato per disintossicare le persone e quanti reati vengono commessi dai giovani per avere la droga”. In alcuni paesi in cui è stata legalizzata “sono stati riscontrati aumenti di suicidi ed incidenti” ha spiegato Gratteri alla platea tra cui sedevano anche famigliari di vittime della droga.
“Per combattere le mafie c’è bisogno di tanta cultura e integrazione - ha concluso lo scrittore Nicaso - e noi investiamo pochissimo in questo”. “La nostra rabbia deve trasformarsi in progetto politico, solo attraverso l'unione e la volontà di costruire una società migliore possiamo riuscirci e io credo abbiamo tutte le capacità per farlo”.

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