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ciancimino massimo c ansaInchiesta aperta a Palermo dopo la querela presentata del segretario generale Quirinale
di AMDuemila
Un nuovo fascicolo è stato aperto dalla Procura di Palermo nei confronti di Massimo Ciancimino. A querelare il figlio di don Vito, è Ugo Zampetti, attuale segretario generale del Quirinale. Nel febbraio 2016, durante un’udienza del processo trattativa era emersa la notizia che Ciancimino jr avrebbe riconosciuto il “signor Franco”, misterioso agente dei servizi segreti in contatto con il padre, proprio in Ugo Zampetti. Il dato sarebbe contenuto in un verbale riassuntivo di un interrogatorio di Ciancimino jr di fronte ai pm di Caltanissetta e Palermo il 28 maggio 2012. L'elemento di assoluta certezza del riconoscimento, però, non sarebbe presente nel verbale integrale. La circostanza riferita da Ciancimino non è mai stata ritenuta credibile dalle due procure siciliane. La Procura di Caltanissetta ha depositato l'interrogatorio in forma riassuntiva e senza omissis nel processo in cui il figlio di don Vito è accusato di avere calunniato l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Agli atti di Caltanissetta anche una foto che lo stesso Ciancimino dichiarava di avere scattato dalla tv e ha poi inviato ai magistrati. Nell'immagine il segretario generale del Quirinale, dal 1999 al 2014 segretario generale della Camera, viene immortalato accanto all'ex premier Mario Monti e all'ex presidente del Senato Renato Schifani. Nel documento agli atti a Caltanissetta, si legge che il signor Franco sarebbe stato "nell'entourage di Scalfaro, Violante e Napolitano" (in realtà Zampetti non ha mai lavorato alla Camera né con Scalfaro né con Napolitano, ndr), mentre il nome di Napolitano é stato coperto da omissis dai pm palermitani. Omissis a parte, sono diverse anche le versioni di Ciancimino depositate dalle due Procure. Nel verbale riassuntivo, dopo aver dato atto dell'acquisizione della foto nella quale Ciancimino "ritiene di aver riconosciuto il signor Franco accanto al presidente Monti e al presidente Schifani", si aggiunge che il teste "ribadisce di essere convinto della indicazione dell'identità del soggetto raffigurato nel signor Franco". Nel verbale integrale, invece, i termini sono molto meno netti e Ciancimino, tra condizionali e forme dubitative, parla di generica somiglianza.

Foto © Ansa

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