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carcere mani sbarre 610di AMDuemila
Sono perplessi, alcuni ufficiali del Gom, sulla recente circolare del Dipartimento di amministrazione penitenziaria che dispone alcune nuove norme sul 41 bis, tra cui la caduta del vetro divisorio negli incontri tra i boss mafiosi e figli e nipoti minori di 12 anni. Per la prima volta, infatti, questi colloqui potranno avvenire, si legge nel documento, “senza vetro divisorio per tutta la durata, assicurando la presenza del minore nello spazio riservato al detenuto e la contestuale presenza degli altri familiari dall’altra parte del vetro”. Resta però l’obbligo di registrazione video del colloquio, che dovrà avvenire “evitando forme di contatto diretto con ogni familiare adulto”, per scongiurare la fuoriuscita all’esterno di notizie e "in ogni caso il predetto posizionamento e la successiva riconsegna del minore ai familiari dovrà avvenire sotto stretto controllo da parte del personale di polizia addetto alla vigilanza”. Ma i capimafia, secondo gli agenti del Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, scrive Il Fatto Quotidiano, “non si fanno scrupoli a usare i bambini per dare ordini”.
Nel provvedimento di 52 pagine si regola la vita dei detenuti al carcere duro riguardo l’assistenza sanitaria, l'attività lavorativa, l'iscrizione ai corsi scolastici, i colloqui con gli educatori. Oltre alle perquisizioni, le visite del garante, gli incontri coi familiari, la ricezione dei pacchi e della corrispondenza. Altro rischio sollevato dagli agenti del Gom è proprio il fatto che i boss possono ricevere dai legali difensori materiale processuale su supporti informatici, quando in un cd “ci può essere altro” ma a causa del diritto alla difesa “non possiamo verificarlo”.
Secondo il Gom, paradossalmente, il vero carcere duro è quello comune, dove i detenuti per reati che non comprendono l’associazione mafiosa e il terrorismo si trovano “ammassati in piccole celle” mentre i boss al 41 bis hanno “una cella singola a misura europea con bagno e quasi sempre doccia, e tv”. Se necessario, anche cuscini e materassi ortopedici. Di contro, le caserme di ufficiali e agenti versano in condizioni critiche, al punto da costringere in inverno, nella sede di Novara, a mettere i cartoni alle finestre a causa del freddo.
Uno degli agenti ha rivelato che ad ogni 23 maggio, anniversario della strage di Capaci in cui furono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Antonio Montanaro e Rocco Dicillo, “i mafiosi in carcere si fanno ancora gli auguri”. Attualmente sono 594 gli appartenenti al Gom, e controllano 734 detenuti. In realtà per i rigidi controlli necessari a far rispettare il regime di 41 bis servirebbe un maggior numero di agenti. Che, al contrario, ogni anno continua a diminuire.

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