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rapido 904 670Rinviato a data da destinarsi per pensionamento presidente corte
di AMDuemila
Ricomincia da zero il processo d'appello a Firenze per la strage del rapido 904 che vede come unico imputato Totò Riina. La prossima data non si conosce ancora perché il processo è stato rinviato a data da destinarsi per l'imminente pensionamento del presidente della corte Salvatore Giardina, previsto per i primi di ottobre.
In molti credevano di essere ad un passo dalla sentenza già lo scorso 21 giugno, quando la Corte d'assise d'appello di Firenze si era ritirata in Camera di consiglio. Invece non era arrivata nessuna sentenza ma la decisione di riaprire il dibattimento dopo l’estate, cioè oggi, con le testimonianze di alcuni boss mafiosi di alto calibro. Nel mentre è però entrata in vigore la riforma al codice penale e stamani l’udienza ha preso una piega inaspettata: è stato stabilito il rinvio per consentire il completo svolgimento della nuova istruttoria, che l'attuale collegio giudicante non avrebbe potuto portare avanti a causa dell'imminente pensionamento. Ora sarà necessario risentire tutti i testimoni ascoltati in primo grado, oltre alle nuove testimonianze di sei boss che era stato deciso di interrogare in appello.
Secondo quanto spiegato dalla Corte, questo rinvio è stato disposto in virtù delle recenti modifiche apportate all'articolo 603 del codice di procedura penale - riforma Orlando - che impongono al giudice, nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento, di disporre la riapertura completa dell'istruttoria. Nel primo grado infatti  il boss Totò Riina era stato assolto, assoluzione non condivisa dalla pm Angela Pietroiusti che aveva deciso di ricorrere in appello. Per la strage del rapido 904, nella quale trovarono la morte 16 persone e 260 rimasero ferite, ci furono altre condanno a suo tempo tra cui quella di Pippo Calò, uno dei fedelissimi del boss Riina.

Fonte ANSA

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