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toga eff red 610Collaboratori parlano di un progetto nell'estate del '93
di AMDuemila
Nel piano eversivo e stragista di Cosa nostra e 'Ndrangheta, risalente ai primi anni '90, era previsto anche un attentato al Tribunale di Reggio Calabria per uccidere dei magistrati. Il progetto emerge dall'inchiesta "'Ndrangheta stragista", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che mercoledì scorso ha portato all'arresto di Rocco Santo Filippone, considerato capo del mandamento tirrenico della 'Ndrangheta e collegato alla cosca dei Piromalli di Gioia Tauro, e ad una nuova ordinanza nei confronti di Giuseppe Graviano, capomafia del quartiere palermitano di Brancaccio e coordinatore delle cosiddette "stragi continentali". Entrambi i boss sono ritenuti i mandanti degli attentati compiuti in Calabria tra la fine del '93 ed il '94 ai danni dei carabinieri.
A parlare del progetto di attentato è stato, in passato, il collaboratore di giustizia Pasquale Nucera, esponente di spicco della cosca Iamonte, "ritenuto - è quanto scrive il gip di Reggio Calabria nell'ordinanza di custodia cautelare dell'operazione - pienamente affidabile la cui credibilità soggettiva e attendibilità oggettiva, è stata ripetutamente affermata in sentenze passate in giudicato di assoluta rilevanza processuale". I fatti risalgono all'estate del '95, quando chiese di parlare con i magistrati siciliani, rivelando di essere a conoscenza "del fatto che le stragi siciliane del 1992, quelle di Roma, Firenze e Milano del 1993 e l'attentato ai danni del Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria che doveva essere eseguito nell'estate del 1993 per provocare la morte di alcuni magistrati, rientrano in un'unica strategia che aveva lo scopo di provocare in Italia un 'cambio di potere'. In questa strategia erano coinvolti ed interessanti alcune componenti politiche, la massoneria 'deviata' ed i servizi 'deviati'. La mafia avrebbe dovuto fornire la copertura militare ed operativa per quella strategia. Il nuovo potere avrebbe garantito alla mafia la conservazione delle posizioni già acquisite ed anzi un potenziamento delle sue possibilità di arricchimento con ogni genere di traffico illecito".
Il gip reggino sottolinea che "le dichiarazioni del Nucera, la cui attendibilità su queste vicende appare davvero notevole, relative alle stragi ed all'attentato ai giudici calabresi che doveva essere eseguito nell'estate del 1993, troverà una conferma straordinaria nelle indagini svolte sul conto Emanuele Di Natale, stragista agli ordini di Graviano e depositario degli esplosivi utilizzati per le stragi continentali, e nella sentenza 'Tirreno' da cui risulterà che effettivamente i Molè Piromalli avevano, nell'estate del 1993, prelevato dal Di Natale l'esplosivo necessario per fare una strage in danno di magistrati calabresi".

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