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ustica3Bonfietti: “Continuiamo a lottare ma chiediamo impegno vero alla politica"
di AMDuemila
Sono passati 37 anni da quando il DC9 Itavia, con a bordo 81 persone, tra cui 13 bambini, precipitò nelle acque del mar Tirreno segnando una delle più buie stragi italiane. Cercare e restituire la verità completa su quel 27 giugno 1980 “è un impegno che la politica, il parlamento, il governo devono mettere nel pretendere delle risposte dai Paesi amici ed alleati" ha detto la presidente dell'associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, a margine dell'incontro con il Sindaco di Bologna nella Sala del consiglio comunale in occasione del 37/o anniversario. Come ricordato dal Presidente del Senato Pietro Grasso infatti, “le innegabili opacità di questi anni hanno fin ora impedito una ricostruzione complessiva degli eventi di quella notte”. “Nonostante tutto - ha sottolineato Bonfietti - arriviamo sempre con la voglia di lottare perché ora sappiamo che un aereo civile è stato abbattuto all'interno di un episodio di guerra aerea il 27 giugno 1980, quando nessuno ci aveva dichiarato guerra; proprio perché sappiamo che in cielo c'erano aerei americani, francesi, belgi, inglesi e forse aerei libici; credo che non si possa non andare avanti per concludere questa storia e scrivere tutta la verità".
Sulla strage di Ustica infatti sono stati molti i tentativi di depistare le indagini, come ad esempio alcune omissioni da parte delle istituzioni militari sulle informazioni raccolte a riguardo. Diverse sono state le perizie e le ipotesi fatte sulla causa che fece precipitare il DC 9: cedimento strutturale, bomba a bordo, un missile esterno o la collisione con un aereo militare. Il giudice Priore nel 1999 ha sentenziato che “l'incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento”, e quindi che è stato “propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, contro il nostro Paese”, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Anche l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi ha chiesto con fermezza che si faccia tutto il possibile per consegnare la verità completa su questa strage, senza risparmiare la responsabilità delle Istituzioni su questa mancata verità: "Se la menzogna, le coperture, le complicità sono sempre insostenibili e inaccettabili", questo vale "ancora di più quando la verità è nascosta proprio dalle istituzioni che sono chiamate a garantirla” si legge  sul messaggio che l'arcivescovo ha inviato alla presidente dell'Associazione dei familiari della strage di Ustica.
"Chi ha potuto abbatterci un aereo civile in tempo di pace? Vogliamo una risposta a questa domanda - ha aggiunto la presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage - e credo che la magistratura purtroppo può fare ancora poco. Le rogatorie sono già state fatte e non sono arrivate risposte. Allora noi siamo qui per chiedere un impegno politico diverso facendo sentire che si vuole una risposta".
“Dopo le sentenze delle Corti civili di Palermo, che hanno indicato le responsabilità dei Ministeri dei Trasporti e della Difesa, per non aver tutelato i cittadini e poi per aver ostacolato la verità, dopo le dichiarazioni del Presidente emerito della Repubblica che ha indicato nei francesi i responsabili della strage - ha detto Bonfietti - crediamo fermamente che non si possa più accettare questo trascinarsi delle cose. Constatiamo invece dolorosamente che le indagini della Magistratura languono per la mancata collaborazione internazionale”.
A questa mancata collaborazione e ai continui silenzi si aggiunge la beffa della inconcludente desecretazione degli archivi voluta da Renzi: “Bisogna pretendere che gli archivi delle varie amministrazioni pubbliche che, rispetto alla direttiva Renzi hanno dovuto essere aperti, siano resi disponibili in maniera decente - ha infatti ricordato Bonfietti - Nel senso che per la nostra vicenda c'è da lamentare l'inesistenza totale di documentazione coeva. Ci sembra davvero molto poco". A riguardo anche il sindaco di Bologna Virgilio Merola ha lanciato il suo appello affinché “ogni ministero implicato deve poter collaborare” così che “la desecretazione deve essere vera”. “La verità è la questione essenziale per avere finalmente giustizia - ha detto Merola. - Sono stati fatti molti passi avanti ma il fatto che molti pezzi di Stato ancora non collaborino non fa onore alla nostra Repubblica". Per perseguire questa strada Merola ha annunciato che nei prossimi giorni invierà una lettera formale per chiedere un incontro al Presidente del Consiglio insieme alla presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Daria Bonfietti.

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