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caselli gian carlo 201213“Oggi diventa socia o rileva l'attività”
di AMDuemila
Per Gian Carlo Caselli, magistrato in pensione e presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nel settore agroalimentare, è preoccupante “la capacità di trasformazione di una mafia che ha cambiato pelle”, una mafia silenziosa “che prolifera adottando modi di operare totalmente diversi dal passato”. È il suo commento, al Giornale di Sicilia, in riferimento al quinto Rapporto Agromafie, nato su iniziativa del presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara, in collaborazione con Coldiretti. Ad esempio, ha proseguito Caselli, oggi la criminalità organizzata “non taglieggia il proprietario del supermercato o dell'autosalone: piuttosto ne diventa socia o ne rileva in toto l'attività” così da procurarsi “nuovi canali 'puliti' di riciclaggio”. Ecco quindi, ha descritto l'ex magistrato, l'emergere di una "'nuova' criminalità” con “un'insospettabile vocazione al marketing” che “oggi condizionano il mercato, stabilendo il prezzo dei raccolti, controllando i trasporti e lo smistamento di intere catene di supermercati, gestendo l'esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all'estero di centrali di produzione dell'Italian sounding, e la creazione ex novo di reti di smercio al minuto”. I mafiosi, ha proseguito Caselli, “fanno incetta di cospicui flussi dei finanziamenti europei” e usufruiscono del “riciclaggio di denaro sporco online”, per il quale “l'attività si riduce ad un'unica operazione virtuale e dematerializzata”, e delle “botnet, reti che controllano anche decine di migliaia di computer e che possono essere utilizzate per aggredire aziende ed organizzazioni in Rete”. Un ulteriore strumento, ha ribadito il magistrato in pensione, è l'High frequency trading, “che consente gli scambi di Borsa ad altissima velocità” grazie al quale vengono realizzate operazioni speculative “mobilitando masse di denaro in grado di condizionare l'andamento dei titoli”. Una rete complessa e molteplice per la quale, ha concluso Caselli, si sta cercando di avviare un'attività “di mappatura della penetrazione delle attività criminali nella filiera agroalimentare”.

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