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di matteo c ettore mariniSei nomi per il posto di Gioacchino Natoli
di Francesca Mondin
Nei prossimi mesi il Csm potrebbe decidere chi occuperà i cinque posti di sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e tra i 66 candidati c'è il magistrato Nino Di Matteo che rappresenta la pubblica accusa assieme a Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi nel processo Trattativa Stato-mafia. Il magistrato, condannato a morte dalla mafia, nei giorni scorsi aveva rifiutato la proposta del Csm di trasferimento per motivi di sicurezza sottolineando la sua aspirazione professionale di andare alla Dna attraverso il normale concorso per meriti e non tramite corsie straordinarie.  "Accettare un trasferimento con una procedura straordinaria connessa solo a ragioni di sicurezza – aveva dichiarato il pm -costituirebbe a mio avviso un segnale di resa personale ed istituzionale che non intendo dare. Alla direzione nazionale antimafia eventualmente andrò solo e quando supererò una procedura concorsuale".
Il pm già altre due volte aveva partecipato al concorso per la Dna e lo stesso Csm che davanti alle ultime minacce di morte gli ha proposta questa scorciatoia, lo aveva bocciato in entrambi i casi nonostante il corposo curriculum del magistrato. La prima volta preferendo al suo posto altri magistrati sebbene Di Matteo abbia alle spalle più di  vent’anni di lavoro sulle inchieste più scottanti di mafia, politica, stragi. A luglio invece per un banale vizio di forma era stato tagliato fuori dal concorso. Questa quindi, potrebbe essere l'occasione per il Csm di mettere in condizioni di sicurezza il magistrato senza però lanciare un messaggio di fuga e di ritirata ma anzi dimostrando sostegno per la professionalità e il lavoro di Di Matteo che da così fastidio alla mafia (e non solo) tanto da preparare un attentato nei suoi confronti.
A concorrere per l'ufficio diretto da Franco Roberti, assieme a Di Matteo ci sono anche altri nomi conosciuti come i due pm nel processo a ‘Mafia Capitale’ Giuseppe Cascini, ex presidente dell’Anm nazionale e Luca Tescaroli già sostituto a Caltanissetta per i processi sulla strage di Capaci, l’attuale segretario dell’Anm Francesco Minisci, l'ex assessore alla legalità del comune di Roma Alfonso Sabella, il sostituto procuratore Desiré Digeronimo (pm a Bari ora in servizio a Roma), il capo del dipartimento per la giustizia minorile Francesco Cascini e i procuratori aggiunti Teresa Principato, impegnata nelle indagini sul super latitante Matteo Messina Denaro e Sebastiano Ardita, in servizio a Messina.
Tra la fine dell'anno e l'inizio del 2017, il Csm , prima di esprimersi sui posti alla Dna, potrebbe scegliere il nome del nuovo presidente della Corte d’appello di Palermo. In corsa per sostituire Gioacchino Natoli, ora direttore del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, ci sono ben sei aspiranti, tutti con una buona esperienza alle spalle: Cesare Vicenti presidente dell’ufficio dei Gip-Gup; Angela Tardio, sostituto procuratore generale della Cassazione, Maria Patrizia Spina, presidente della sezione Misure di prevenzione della Corte d’appello, Gianfranco Garofalo, presidente della prima sezione della stessa Corte, Matteo Frasca, attuale presidente della Corte al posto di Natoli e infine Alfredo Montalto, presidente della seconda sezione della Corte d’assise.

Foto © Ettore Marini

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