Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

maniaci pino reda webLa decisione del gip
di AMDuemila
Il gip Nicola Aiello ha revocato la misura cautelare di divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani nei confronti di Pino Maniaci, giornalista di Telejato accusato di estorsione nei confronti di alcuni amministratori locali. "Siamo ovviamente soddisfatti perché Pino Maniaci è di nuovo libero ma ora va riconosciuta la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state ingiustamente mosse” hanno dichiarato i legali difensori Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino.
Secondo il giudice "le dichiarazioni rese dall'indagato" impongono "la rivalutazione dei presupposti di applicazione della misura cautelare sia sotto il profilo gravemente indiziario che su quello della tutela special-preventiva”. Nello specifico nel provvedimento si sostiene che la ricostruzione dei fatti, come risulta dall'intercettazione datata 8 maggio 2013 tra l'assessore Gioacchino Polizzi e il sindaco di Borgetto Giuseppe Davì, "deve essere rivalutata in favor rei” dopo le dichiarazioni rese da Maniaci, considerando anche che Polizzi ha sempre negato di avere avuto pressioni o minacce dal giornalista. "Il quadro indiziario - è quanto si legge - risulta indebolito e tale, per inciso, era stato valutato dal giudice delle indagini preliminari in prima istanza". Questo, secondo Aiello, impone l'accoglimento dell'istanza di revoca della misura cautelare avanzata dagli avvocati per l'"insussistenza della possibilità di reiterazione del reato".
La seconda sezione della Cassazione nei giorni scorsi aveva respinto il ricorso presentato dai due avvocati e Maniaci era stato di nuovo allontanato dalle province di Palermo e Trapani. Il giornalista era stato ripreso dai carabinieri mentre chiedeva denaro ai sindaci dei comuni di Partinico e Borgetto, ma ha sempre respinto le accuse. Il primo divieto di dimora (relativo alle estorsioni nei confronti dei sindaci) era stato annullato dal Tribunale del Riesame per motivi formali. In seguito la Procura aveva impugnato un'altra parte della decisione del Gip Fernando Sestito che aveva respinto la richiesta di allontanare il direttore di Telejato dalle due province per l'ipotesi di estorsione all'ex assessore di Borgetto Gioacchino Polizzi. Il Riesame aveva quindi accolto l'appello della Procura in riferimento a questo capo d'accusa e Maniaci si era rivolto alla Cassazione per ottenere l'annullamento della decisione, che la Suprema Corte aveva respinto. Oggi però il gip, dopo avere nuovamente interrogato Maniaci, ha ritenuto che non ci siano i requisiti per l’applicazione della misura cautelare.
"La decisione del Gip - proseguono gli avvocati Ingroia e Parrino - dimostra che da una serena lettura degli atti non può che emergere la mancanza di veri indizi di colpevolezza nei confronti di Maniaci. Perché sia fatta piena giustizia, però, è necessario che a Maniaci venga restituito l'onore che merita per le coraggiose inchieste giornalistiche che ha sempre condotto, a partire da quelle sul sistema Saguto-Capellano Seminara e sulla illecita gestione dei patrimoni in sequestro di prevenzione che i recenti provvedimenti della procura di Caltanissetta hanno evidenziato in tutta la loro enorme gravità".

ARTICOLI CORRELATI

Divieto di soggiorno per il direttore di Telejato, Pino Maniaci

Maniaci indagato, bufera su Telejato

Maniaci e l'accusa di estorsione, ecco le intercettazioni - Video

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy