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ciampi carlo azeglio c ansaEra malato dal 2014
di AMDuemila
L'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è morto questa mattina a Roma, all'età di 95 anni. Ciampi, nato a Livorno il 9 dicembre 1920, è stato Capo dello Stato dal 1999 al 2006, per 14 anni - dal 1979 al 1993 - governatore della Banca d'Italia e presidente del Consiglio nel '93-'94. In seguito ha ricoperto la carica di Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica nel 1996-1997 e 1998-1999.
L'elezione dell'ex presidente della Repubblica avvenne il 13 maggio 1999. In quell'occasione si verificò il record assoluto di velocità, in quanto Ciampi fu eletto dopo solo 2 ore e 40 minuti, con un unico scrutinio nel quale prese 707 voti su 990 votanti. Ciampi fu inoltre il secondo Presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d'Italia, preceduto da Luigi Einaudi nel 1948. Già da alcuni giorni era ricoverato nella Clinica Pio XI a seguito di un peggioramento delle condizioni di salute. A confermarlo è stato il professore Andrea Platania, primario Medicina interna, che lo aveva in cura.
L'ex Capo dello Stato fu tra coloro che vennero sentiti su quell'oscura stagione a cavallo tra il '92 e il '93, contrassegnata dalle stragi. Le sue parole sono contenute nei verbali di interrogatorio (acquisiti al processo Mori-Obinu) insieme a quelle di tanti protagonisti dell'epoca, tra cui un altro presidente emerito, Oscar Luigi Scalfaro.
Ciampi in quell'occasione aveva ribadito, come in passato, di aver temuto il colpo di Stato quando la notte in cui scoppiarono le bombe a Roma e Milano erano saltate anche le linee telefoniche. L'ex presidente aveva precisato però che si trattò di una valutazione personale dovuta alla “eccezionalità oggettiva di quegli avvenimenti e non da notizie precise”. “Io personalmente - aveva aggiunto - ho maturato il convincimento che quelle bombe fossero contro il governo da me presieduto. Ciò perché ho constatato che gli attentati iniziarono, con quello di via Fauro, poco dopo l’insediamento di quell’esecutivo e cessarono pressoché contestualmente al momento in cui, nel dicembre 1993, rassegnai le dimissioni”. Sia Scalfaro che Ciampi, tra l'altro, avevano dichiarato di non ricordare confronti o discussioni sul 41 bis e sulle eventuali proroghe, o di aver ricevuto note in merito. Meno che mai di essere stati destinatari di informazioni su una possibile richiesta di trattativa con la mafia.
Il nome di Ciampi era inoltre contenuto nella lista dei testimoni per il quarto processo sulla strage di via d'Amelio, e per quello sulla trattativa Stato-mafia. In entrami i casi, però, le già gravi condizioni di salute dell'ex Capo dello Stato non permisero la sua comparsa dinanzi ai magistrati di Caltanissetta e Palermo.

Foto © Ansa

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