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genchi gioacchino libroIl funzionario e il giornalista Montolli già condannati nella querelle con il magistrato Nello Rossi
di AMDuemila
La prossima settimana la Quinta sezione penale della Cassazione si occuperà di una questione di diffamazione. Una storia che, scrive Il Fatto Quotidiano, ha preso il via dopo la pubblicazione del libro del funzionario informatico Gioacchino Genchi (in foto), "Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato", scritto con il giornalista Edoardo Montolli, nel quale il poliziotto accusa di essere stato vittima di un accanimento giudiziario.
Genchi e Montolli (già condannati in primo grado e in appello) devono rispondere dell'accusa di diffamazione nei confronti del magistrato Nello Rossi, (nel 2009 procuratore aggiunto di Roma e titolare, con l'ex magistrato Achille Toro, dell'inchiesta "Why not" a carico di Genchi e dell'allora pm di Catanzaro Luigi de Magistris) che a seguito dell'uscita del volume ha fatto scattare la denuncia. Anche i magistrati Giuseppe Cascini e Tommaso Picazio avevano esposto querela.
A febbraio la querelle giudiziaria tra Montolli da una parte, e Cascini e Picazio dall'altra, si era invece conclusa con un’assoluzione in Corte d’appello. Genchi era stato prosciolto dalla presunta diffamazione nei confronti di Cascini, mentre per quella nei confronti di Picazio è a processo in secondo grado con rito abbreviato.
Invece i giudici della stessa sezione della Corte d’appello di Milano, ma con un collegio diverso, hanno condannato Montolli e Genchi a una multa di 900 euro, a 40 mila euro di risarcimento per Rossi ed alle spese processuali. E questo perché le responsabilità vanno ripartite su entrambi, dato che il libro è stato scritto a quattro mani.
Sia Genchi che Montolli hanno presentato ricorso contro la condanna emessa. Scrive nella memoria difensiva l'avvocato di Montolli, Fabio Schembri, precisando che il collegio che aveva emesso l'assoluzione aveva riconosciuto la vera natura del libro, "un'intervista". In più, i fatti narrati da Genchi (il cui legale difensore è Fabio Repici) “risultano veri e in nessun modo è stata violata la continenza espressiva”.
Uno degli stralci del libro è sotto accusa perché Rossi viene accostato a Toro (processato per lo scandalo della "cricca" dei Grandi Eventi). Si legge: “Tra le cartelle sequestrate c’era in calce il loro nome: Achille Toro e Nello Rossi, con all’interno le intercettazioni con Toro e i traffici telefonici indiretti dei due magistrati…”.
Montolli, nel ricorso, pone la questione del diritto di cronaca e di critica dei giornalisti, insieme all'eventuale responsabilità che hanno nei confronti delle parole pronunciate da un intervistato che si sarebbe avvalso di toni diffamatori. Montolli infatti, sostiene l'avvocato Schembri, va assolto perché il diritto di cronaca è superiore rispetto al contenuto del libro, potenzialmente diffamatorio. Stando al giudizio dei giudici della Corte d'Appello, al contrario, Rossi è stato diffamato in quanto accusato di aver preso parte ad un complotto giudiziario.

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