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viola marcello c emanuele di stefanodi Rino Giacalone
Il Csm dopo un secondo voto della commissione incarichi nomina l’attuale capo della Procura di Trapani nuovo pg in Toscana
Il Csm ha dato il via libera con un largo voto a sostegno della nomina del procuratore di Trapani Marcello Viola a nuovo procuratore generale a Firenze. Il voto c’è stato in occasione della seduta plenaria di mercoledì scorso. Lo scrutinio ha visto Marcello Viola preferito da 13 consiglieri contro i 7 che hanno votato per l’avversario diretto, il procuratore di Termini Imerese Alfredo Morvillo, 5 invece gli astenuti. Tribolata è stata la nomina di Viola, perché proprio alla vigilia del voto da parte del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura c’erano stati alcuni interventi, come quello che ha destato parecchio sorpresa del presidente della Cassazione Giovanni Canzio, che avevano rimesso in corsa un altro candidato, l’attuale procuratore di Messina Guido Lo Forte. La commissione incarichi del Csm dunque era tornata a votare confermando la delibera di prima, cioè quattro voti a favore di Viola, due per Morvillo, nessun voto per Lo Forte. La proposta di nomina a procuratore generale di Firenze a favore di Marcello Viola è arrivata perciò al voto del plenum addirittura con due delibere anche se identiche nell’esito. Il procuratore di Trapani quindi in autunno e comunque entro ottobre non più tardi andrà a insediarsi a procuratore generale di Firenze, aveva anche concorso per la carica di procuratore a Bologna, ma in quel caso era uscito sconfitto, a lui gli fu preferito il procuratore di Trento, Amato. Marcello Viola, che nel suo curriculum ha gli anni trascorsi all’ufficio del gip del Tribunale di Palermo, negli anni più forti del contrasto a Cosa nostra, è procuratore di Trapani dal dicembre del 2011, e in questi cinque anni ha certamente gestito fasi investigative molto delicate, tanto importanti che in alcuni momenti la vita professionale, e personale, del procuratore Viola è stata segnata da momenti caldi, pedinamenti in autostrada, incursioni fin alla soglia del suo ufficio al quinto piano del Palazzo di Giustizia, lettere anonime che hanno puntato a minare l’attività dell’intero ufficio inquirente trapanese. Addirittura un collaboratore di giustizia, sentito nell’ambito del procedimento riguardante il senatore Antonio D’Alì, ha svelato di un piano della massoneria segreta per avvicinare e spiare il lavoro del procuratore e di un altro pm, Andrea Tarondo, piano però mai attuato proprio per la blindatura che Viola ha assicurato alle indagini del suo ufficio. La partenza di Violla è diventata ufficiale nella stessa giornata in cui a Trapani si è insediato il nuovo presidente del Tribunale, Andrea Genna.

Tratto da: alqamah.it

Foto © Emanuele Di Stefano

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