Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

bingo familySoggetti legati alla famiglia mafiosa Santa Maria di Gesù
di AMDuemila
Questa mattina i carabinieri del R.O.S. hanno arrestato 2 uomini e una donna considerati vicino alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei responsabili di una sala bingo ubicata a Palermo, nel quartiere Guadagna. Tra questi Vernengo Cosimo, uomo d’onore della famiglia di Santa Maria di Gesù, già condannato per associazione mafiosa, scarcerato il 27 ottobre 2011 a seguito della richiesta di revisione del processo per la strage di via d’Amelio, figlio dell’ergastolano Vernengo Pietro inteso u tistuni, storico uomo d’onore legato all’ala corleonese di Cosa Nostra. Le altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. di Palermo su richiesta dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia sono state eseguite nei confronti di Vernengo Giorgio classe 1975, fratello di Cosimo e Durante Paola, classe 1975.
Gli inquirenti continuano ad indagare e hanno acquisito elementi anche nei confronti di Gambino Natale Giuseppe classe 1958, sottocapo della famiglia di Santa Maria di Gesù e Profeta Salvatore inteso Totò, classe 1945, uomo d’onore di vertice della medesima compagine mafiosa.
Entrambi già colpiti dai provvedimenti restrittivi eseguiti dal R.O.S. nel dicembre 2015 nell’ambito dell’operazione Torre dei diavoli.
Le indagini già avviate sulla famiglia di Santa Maria di Gesù, oltre ad accertare il processo di riorganizzazione interna e la capacità militare culminata con l'omicidio di Sciacchitano Salvatore hanno consentito di documentare i metodi d'estorsione nei confronti dei titolari/gestori di una sala bingo del capoluogo sia durante la precedente gestione, terminata nel luglio 2015, che al subentro della nuova proprietà.
Nello specifico, oltre ad avere gestito la messa a posto con la precedente amministrazione del bingo, Profeta Salvatore e Gambino Natale Giuseppe avrebbero manifestato l’intenzione di reiterare, per il tramite dei Vernengo, le richieste estorsive alla società acquirente.
Gli indagati, secondo quanto emerge dalle indagini, avrebbero preteso un pagamento illecito di 50.000,00 euro, di cui oltre 6.000,00 già corrisposti, per lasciare il bar interno alla struttura che, in assenza di formale titolarità, rivendicavano come proprio.
A riscuotere il le somme di denaro sarebbe stata Durante Paola, in precedenza responsabile per conto dei Vernengo della gestione dello stesso bar. Per dissimulare i pagamenti illeciti, secondo gli inquirenti, i fratelli Vernengo avrebbero utilizzato fatture per operazioni inesistenti, emesse da due società per forniture e servizi mai effettuati.
Le posizioni dei due legali rappresentanti di tali società ora sono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.
Tra le accuse nei confronti di Vernengo Cosimo c'è anche quella di aver costretto i responsabili della società proprietaria del bingo ad assumere la nipote di Profeta Salvatore.

TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy