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cosa libera relatoriPresentata oggi la nuova piattaforma di “Addiopizzo”
di Aaron Pettinari
Dodici anni sono passati da quando, la mattina del 29 giugno 2004, Palermo si è risvegliata totalmente tappezzata da un adesivo con la scritta “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. E' così che ha preso vita il Comitato antiracket “Addiopizzo” che oggi, nel festeggiare il proprio compleanno, ha voluto presentare un nuovo strumento di informazione per i cittadini: Cosa Libera.
Si tratta di una piattaforma, creata dall'informatico Francesco Passantino, in cui sono state riversate le sentenze dei processi degli ultimi dieci anni di storia giudiziaria. “Speriamo di creare un mostro di conoscenze e sapere incredibile, a libera disposizione dei cittadini - ha detto Ugo Forello, legale fondatore del Comitato Addiopizzo - Si tratta di un progetto che si muove attorno a circa 190 sentenze che riguardano tutti i processi che hanno riguardato il territorio di Palermo e della provincia”.
La piattaforma è stata presentata questa mattina al Palazzo di Giustizia di Palermo in occasione di un incontro organizzato in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti: “Cosa Libera, la piattaforma antimafia che ricorda i fatti di Addiopizzo”.
Nel portale ci sono ben 154 sentenze (di primo e secondo grado emesse dai tribunali e dalle corti d'appello di Palermo dal 2006 ad oggi), con 802 imputati, 430 estorsioni censite e 62 operazioni antimafia da «Gotha» in poi.
Un vero e proprio archivio digitale, dunque, che conserva, organizza, tutela e valorizza le fonti documentarie e giudiziarie degli ultimi dieci anni, garantendone la pubblica ed intelligente fruizione. “L'accesso all'archivio è gratuito - ha ribadito l'avvocato Valerio D'Antoni, di Addiopizzo - le conoscenze acquisite presso le corti e i tribunali appartengono al popolo italiano in nome del quale le sentenze vengono emesse e rappresentano un prezioso spunto per le realtà che affrontano problemi simili, sia a livello italiano che europeo”.
Nel ricordare i risultati ottenuti dall'associazione fino ad oggi Forello ha ricordato come “nell'operazione Addiopizzo, 2008-2009, abbiamo avuto una collaborazione da parte degli imprenditori ma anche dieci commercianti imputati per favoreggiamento, un reato che adesso è quasi sparito dalle ultime sentenze. Imprenditori reticenti, a tal punto da essere accusati di favoreggiamento, oggi non ce ne sono più. Questo però non significa che il lavoro è finito, anzi, ci sono tante cose su cui lavorare come ad esempio per quanto riguarda quei rapporti con le pubbliche amministrazioni”.cosa libera schermo Tornando alla presentazione del portale è stato spiegato che le informazioni saranno rese accessibili in maniera semplice anche grazie alla creazione di un motore di ricerca. “Ci sarà una ricerca specifica per operazione antimafia, imputato, persona offesa, parte civile, mandamento, circoscrizione o per anno di pubblicazione della stessa sentenza”. I documenti inseriti all'interno saranno continuamente aggiornati non solo grazie al continuo sviluppo dell'attività giudiziaria ma anche al contributo dei giornalisti. Ci sarà infatti la possibilità di collegare a queste sentenze e operazioni tutti gli articoli correlati. “Significa che chi è giornalista potrà accedere alla piattaforma con una password specifica e inserire il proprio articolo - ha detto ancora Forello - Questo si farà sia per testata sia per singoli giornalisti. Noi ci auspichiamo che, attraverso la collaborazione di altri, quest'opera venga non solo aggiornata ma anche completata con altri fatti giudiziari passati degli anni precedenti”. All'incontro, in cui è stato celebrato anche il ricordo di Pina Maisano Grassi (vedova di Libero Grassi), hanno partecipato anche il Presidente della Corte d'Appello, Gioacchino Natoli (che presto assumerà un nuovo incarico al ministero della Giustizia), il procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi, il giudice Vittorio Anania e il Presidente dell'Ordine dei giornalisti Riccardo Arena i quali, oltre a ricordare proprio il giorno in cui nacque di fatto Addiopizzo, hanno fatto importanti riflessioni sul senso della lotta al racket delle estorsioni.

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