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carabinieri poliziaImprese e scommesse clandestine. Tra gli arrestati il vice del Messina Calcio e un avvocato
di AMDuemila
Carabinieri e Polizia di Messina hanno eseguito nelle province di Messina, Catania, Enna, Mantova e Cagliari, un’ordinanza di custodia cautelare. 24 gli arrestati, considerati esponenti del clan Giostra: per 20 di loro è stata predisposta la detenzione in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 1 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse a vario titolo sono di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, detenzione illegale di armi, esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, corse clandestine di cavalli e maltrattamento di animali e altro, aggravati dalle modalità mafiose. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice di Messina Monica Marino per le Indagini Preliminari su richiesta dei sostituti Procuratori Maria Pellegrino, Liliana Todaro e Fabrizio Monaco.
Dalle indagini della polizia di Stato e dei carabinieri di Messina emerge che il clan Giostra aveva puntato su imprese per giochi online, raccogliendo le puntate e pagando le vincite utilizzando server con sedi all'estero. Gli introiti venivano poi reinvestiti nell'acquisto di videopoker, illegali.
Secondo gli inquirenti gli arrestati avrebbero gestito imprese confiscate alla mafia, erano attivi in scommesse clandestine e corse di cavalli, investendo i proventi nell'acquisto di locali, pizzerie e discoteche. Tra gli indagati anche l'avvocato Giovanni Bonanno, incaricato dell'amministrazione giudiziaria di due imprese confiscate nel 2012, lo stabilimento balneare "Al pilone" e la società di distribuzione di videopoker "Eurogiochi". Tra gli arrestati Luigi Tibia, nipote del boss Luigi Galli che aveva ottenuto per la stagione estiva 2014 la gestione del lido-piscina del complesso turistico "Giardino delle Palme" di Mortelle grazie, sostiene l'accusa, all'appoggio del commissario liquidatore della società Pietro Gugliotta, oggi vicepresidente della società Calcio Messina. A un altro degli indagati Antonio D'Arrigo, agli arresti domiciliari, era affidata l'effettiva conduzione della discoteca "Il Glam" e di alcuni stabilimenti balneari tutti riconducibili al clan anche se intestati ad insospettabili.
Acquistati anche ristoranti, pub e pizzerie gestite da Maddalena Cuscinà, moglie del boss Luigi Tibia e nipote del boss detenuto Luigi Galli. Un altro imprenditore, Carlo Smiraglia, avrebbe messo a disposizione del clan di Giostra le sue risorse economiche, assumendo personale segnalato dalla cosca e finanziando le scommesse relative alle corse clandestine di cavalli. Il Gip ha contestualmente ordinato il sequestro di diverse attività, tra cui il campo di calcetto "Casa Pia", il ristorante "Sapori del Mattino", la stalla della scuderia Bellavista e le attrezzature di 22 sale giochi e centri scommesse, tra cui "Biliardi sport", "Internet point mania" e "Betitaly".
Arrestato anche il vicepresidente del Messina Calcio Pietro Gugliotta, 55 anni, posto ai domiciliari, mentre per l’avvocato Bonanno, di 49, è stato disposto l'obbligo di firma. Una persona risulta al momento irreperibile.

Gli arrestati
Luigi Tibia, di 42 anni; Calogero Smiraglia, di 43; Giuseppe Molonia, di 27; Paolo Aloisio, di 36; Teodoro Lisitano, di 46; Vincenzo Misa, di 31; Antonino Musolino, di 36; Massimo Bruno, di 36; Roberto Lecca, di 37; Eduardo Morgante, di 58; Luciano De Leo, di 36; Paolo Mercurio, di 23; Giuseppe Schepis, di 38; Santi De Leo, di 37; Francesco Gigliarano, di 43; Francesco Forestiere, di 41; Carmelo Salvo, di 41; Carmelo Raspante, di 56; Antonino Epaminonda, di 46; Maddalena Cuscinà, di 39; Antonio D'Arrigo, di 26; Pietro Gugliotta, di 55; Giovanni Bonanno, di 49.

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