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cutolo raffaele oldL'ex boss di NCO racconta nuovi aneddoti sul caso Moro
di AMDuemila
“Aldo Moro? Non l'hanno voluto salvare, questo ve lo posso dire”. E ancora: “Non per fare il buffone, ma Aldo Moro lo potevo veramente salvare. Allora, con la mia organizzazione, eravamo fortissimi, anche su Roma”. A parlare è l'ex boss della Nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo (in foto), detenuto dal 1979 che a marzo scorso è stato interrogato dai pubblici ministeri romani. Cutolo, come riportato questa mattina dal Corriere della Sera, racconta però che sarebbero stati bloccati da Enzo Casillo, ''braccio destro'' latitante vicino ad ambienti dei servizi segreti. Il contrordine sulla liberazione del presidente della Dc, sequestrato dalle Brigate Rosse nel 1978, secondo l'ex boss della NCO arrivava da Roma. Casillo “mi disse che i suoi amici avevano detto di farci i fatti nostri, di non interessarci di Moro... Erano politici di alto grado... La Democrazia cristiana, comunque...”. E alla fine Cutolo avrebbe fatto anche un nome, quello di Antonio Gava, il leader della Dc futuro ministro dell'Interno. A rivelarglielo sarebbe stato proprio Casillo.
Dal recente interrogatorio emerge anche che l'avvocato di Cutolo Francesco Gangemi avrebbe chiesto al boss di raccogliere notizie sulla prigione di Moro. In tutta risposta lui avrebbe detto all'avvocato che voleva incontrare Cossiga, allora ministro dell'Interno. Il quale però, secondo il racconto dell'ex boss, avrebbe declinato l'invito dicendo: “Non lo posso incontrare perché sennò lo devo fare arrestare, però se si interessa vediamo quello che si può fare”. Ma poi Casillo fermò tutto e il boss dovette spiegarlo a Gangemi.
Le prime informazioni sulla prigione del presidente della Dc gliele avrebbe fornite poco prima Nicolino Selis, un delinquente della banda della Magliana. “È venuto a trovarmi ad Albanella - racconta l'ex boss - e mi disse se mi interessavo a Moro perché lui, non volendo, stava proprio latitante, con la sua fidanzata, dove stava Moro. Nello stesso palazzo”.
Il piano di liberazione progettato da Cutolo e Selis “Era semplice, uomini dell’organizzazione si sarebbero portati, armati, presso l’appartamento, visto che solo 4-5 persone vigilavano sul covo di Moro”. Fatti questi ultimi già raccontati ma sui quali non sono stati finora trovati riscontri attendibili.
Cutolo ha iniziato a parlare dopo ben oltre mezzo secolo di prigione, 34 anni passati in regime di isolamento e 23 al 41 bis. Era stato lui stesso a dire, a settembre scorso, di poter chiarire alcuni misteri legati al sequestro e sull’omicidio Moro.
E così il procuratore di Roma Michele Prestipino e il sostituto Eugenio Albamonte a marzo lo hanno interrogato ma al momento non sono usciti altri segreti, e alle sollecitazioni dei magistrati Cutolo ha risposto con qualche “sentito dire” nulla di più.

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