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di Miriam Cuccu
Sulle orme di chi ha combattuto i boss: viaggio a Palermo per otto scuole d'Italia
Il 10 maggio è giunto a Palermo un gruppo di otto scuole, provenienti da diverse province d'Italia, che hanno ripercorso le orme di chi ha combattuto la mafia. Le scuole sono state coordinate dal professore Mario Bruno Belsito, docente del Liceo delle scienze umane "Fabrizio De André" di Brescia. Nell'ambito del percorso gli studenti hanno anche visitato la mostra "Anthologia", una grande retrospettiva della fotografa palermitana Letizia Battaglia, a cura di Paolo Falcone, con oltre 140 lavori esposti insieme per la prima volta ai Cantieri Culturali di Palermo.


All'evento, organizzato dalle Agende Rosse di Palermo (gruppo Paolo Borsellino) ha fatto seguito un dibattito con Letizia Battaglia, alla presenza anche di Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo Borsellino. La fotografa, che con l'obiettivo della sua macchina fotografica ha catturato centinaia di morti ammazzati nella Palermo degli anni '80, ha spiegato agli studenti l'importanza di una presa di posizione da parte dell'Europa sulla lotta alla mafia: “Avremmo bisogno - ha detto - che l’Europa si occupasse di questo problema, che ci fosse un tribunale internazionale”, invece oggi, per fare un esempio, “lo statuto tedesco nemmeno comprende la parola 'mafia'”. E' fondamentale comprendere, ha sottolineato Battaglia, che non solo in Italia ma anche all'estero le mafie “trovano terreno fertile. Per ora sembra che la mafia non ci sia perché non ammazza, ma lo fa per farsi dimenticare, perché una mafia che non uccide non fa paura e non preoccupa, non attira l’attenzione”. Ed è in questo modo, ha aggiunto, che le organizzazioni criminali possono “incrementare gli affari, penetrare l’economia e la politica” una volta smessi i panni del vecchio mito “coppola e lupara”. “Il manager o il commercialista non incute paura e timore, viene accolto nella società ed è così che si stringono le complicità, questo è accaduto in tutti i paesi europei”. La fotografa ha anche ricordato agli studenti che a Palermo “c'è un processo in corso sulla trattativa tra pezzi dello Stato e la mafia. La sua esistenza è stata già ammessa da un'altra sentenza, oggi si tratta di vedere chi, come e in che termini. Stamattina avete incontrato il pm Nino Di Matteo, è sotto minaccia e sta conducendo un processo che non piace a nessuno. Ma se non affrontiamo questo argomento non potremo mai annullare la presenza della mafia, non solo dalle nostre parti ma anche dentro le istituzioni”.

Le scuole che hanno partecipato al viaggio d'istruzione
Liceo De André di Brescia
ipalb Giovanni Falcone di Gallarate (Varese)
Liceo Enrico Fermi di Salò (Brescia)
Liceo Piria di Rosarno (Reggio Calabria)
Liceo Bagatta di Desenzano del Garda (Brescia)
ITE De Fazio di Lamezia Terme (Catanzaro)
Itis Paleopata di Bergamo
IIS Primo Levi di Sarezzo (Brescia)

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