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di AMDuemila
Crolla un altro balcone nel complesso abitativo sotto inchiesta dal 2014
Sono trascorsi sette anni da quando, il 6 aprile del 2009, il sisma devastò L'Aquila alle 3.32 di notte causando 309 morti e più di 1500 feriti. Oggi sono 8.351 le persone le cui abitazioni risultano ancora non agibili, e che sono sistemate tra i Progetti C.a.s.e (complessi antisismici ecocompatibili consegnati pochi mesi dopo dal governo Berlusconi, costati un miliardo di euro) e i Map, i moduli abitativi provvisori. Oltre a 17 Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio) che ospitano circa 6 mila alunni.
Nello specifico, i contratti attivi per le Case sono 3.702, quelli dei Map 965. Attualmente le case libere sono 264, 45 i Map. In entrambi sono in corso lavori di riattamento. Ancora, sono 1.406 i nuclei familiari entrati nel progetto Case secondo i requisiti stabiliti da bandi pubblici emanati nell'ultimo anno e mezzo, ricondotte a categorie con "fragilità sociale": giovani coppie, nuclei monoparentali, studenti, società sportive e associazioni sociali o di volontariato.
Dal 31 marzo 2015 non ci sono altre forme assistenziali come fondi immobiliari, autonoma sistemazione e affitti concordati. Circa dieci giorni fa l'ufficio dell'assistenza alla popolazione ha raggiunto il recupero di 2 milioni di euro di contributi non dovuti per l'autonoma sistemazione (Cas), persone alle quali per dolo o in buona fede il Cas non spettava. Il rientro della cospicua somma è stato possibile riesaminando ogni posizione dal maggio 2009.

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"Nonostante i numerosi problemi evidenziatisi in questi anni nella gestione di Case e Map - è il commento dell'assessore Fabio Pelini - l'assistenza alla popolazione ha garantito ai cittadini aquilani un punto di riferimento importante in tutte le fasi calde del post sisma agli sfollati ma ha anche messo in campo strumenti normativi per rispondere alle molteplici esigenze abitative emerse in città nell'acuirsi della crisi economica. Oggi - ha continuato l'assessore all'assistenza alla popolazione - la fase più drammatica ce la lasciamo alle spalle e il prossimo obiettivo è quello di razionalizzare l'utilizzo di questo immenso patrimonio immobiliare conservando gli alloggi ben fatti e smantellando quelli che hanno evidenziato problemi strutturali".
Proprio pochi giorni fa un altro balcone è crollato nel capoluogo a causa di un cedimento strutturale: un balcone di legno si è staccato dal terzo piano ed è finito su quello sottostante. E’ accaduto la mattinata di domenica in un appartamento del progetto C.a.s.e. di Cese Preturo, un complesso già sgomberato e sequestrato nell’ambito dell’inchiesta della Procura aquilana avviata nel settembre 2014 in seguito a un episodio analogo in un alloggio vicino.
Dopo l'allarme lanciato da uno dei cittadini, la zona è stata evacuata. In seguito al crollo avvenuto nel 2014 è scattata l’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila che ha coinvolto 37 indagati con l’accusa di truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture. Il crollo di domenica mattina è un’ulteriore prova di come gli alloggi, realizzati in tempi record, siano stati costruiti con materiali scadenti.

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Ieri notte, in ricordo delle vittime del terremoto, circa settemila persone hanno partecipato alla fiaccolata di commemorazione, partita dopo le 22 da via XX settembre con destinazione piazza Duomo, cuore del centro storico dove poco dopo mezzanotte e mezza sono stati letti i nomi delle vittime della tragedia. E sono risuonati 309 rintocchi di campana.
"Per loro, per tutti. Familiari vittime 2009" è lo slogan dello striscione di apertura portato dai parenti delle vittime del sisma in t-shirt gialla con la scritta "Verità per la strage dell'Aquila". Accanto a loro i familiari delle vittime Thyssenkrupp, Moby Prince, San Giuliano di Puglia. La manifestazione centrale del programma delle commemorazioni degli scomparsi nel sisma delle 3:32 del 6 aprile 2009, promossa come sempre dai familiari delle vittime, è stata quindi un'ulteriore occasione per chiedere "verità e giustizia", nonostante il processo alla commissione grandi rischi abbia avuto l'epilogo in Cassazione.
Il 20 novembre scorso è stata confermata la sentenza di appello che ha assolto sei dei sette componenti, che in primo grado erano stati condannati a sei anni di carcere per aver falsamente rassicurato gli aquilani e aver sottovalutato il rischio sismico al termine della riunione del 31 marzo 2009. Unico a essere condannato, a due anni, è stato l'ex vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis, mentre in un filone parallelo è indagato l'allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso, attuale candidato sindaco di Forza Italia a Roma.

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All'interno il dossier sul sisma de L'Aquila
L’Aquila: dopo la tragedia il big business, di Angelo Venti
Se la questione morale uccide. Intervista a Giannino Di Tommaso
di Anna Petrozzi e Lorenzo Baldo

In foto: la Casa dello Studente, alcune immagini della città dopo il sisma (2009 © Acfb) e la fiaccolata in memoria delle vittime del terremoto (2016 © Ansa)

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