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mattiello davide blackLa proposta di legge sui testimoni di giustizia è pronta ma non avanza
di Francesca Mondin
“La Commissione Centrale, presieduta dal Vice ministro Bubbico, deve farsi carico della situazione di Ignazio Cutrò, non bisognerebbe nemmeno discuterne”. Il deputato Davide Mattiello (in foto) non ha fatto sconti a nessuno nel distribuire le responsabilità sulla tutela del testimone di giustizia che qualche giorno fa ha minacciato gesti estremi perché, nell’attesa di ricevere risposte dal governo che non arrivano, le banche hanno minacciato di togliergli tutto.
“E’ un paradosso che ci sia un testimone di giustizia che arriva a voler darsi fuoco perché ha debiti oltre 500 mila euro e che lo Stato, dopo aver arrestato mafiosi e sequestrato beni del valore di milioni di euro grazie alle sue denunce, non riesca a sanare il debito”. Tanto più, ha evidenziato Mattiello, che “c’è una perizia voluta dal Viminale del 2011 che riconosce un nesso diretto tra la denuncia di Cutrò e il fallimento della sua azienda”.
Ad attendere risposte dal governo non sarebbe solo Cutrò ma anche la stessa Commissione Parlamentare Antimafia, che dopo due anni di indagine e lavori del V Comitato (incaricato di indagare sulla situazione dei testimoni di giustizia) ha elaborato, a dicembre scorso, una proposta di legge di riordino del sistema tutorio per i testimoni di giustizia. “Questa proposta di legge  - ha spiegato Mattiello - che supererebbe uno dei nodi che fin qui hanno generato problemi come quelli di Ignazio Cutrò, non è stata nemmeno ancora assegnata alle commissioni referenti”.
Entrando nello specifico, tra le altre cose, la proposta di legge permetterebbe di superare il problema della differenza attualmente presente tra le misure di sostegno economico a cui può accedere il testimone inserito nello speciale programma di protezione e quelle per chi è sottoposto alle speciali misure di protezione.
“Perché è ferma? Non lo so bisognerebbe chiederlo ai presidenti della Camera e Senato - ha dichiarato il deputato - Sarebbe già una risposta se questa legge andasse avanti”.  
“Il parlamento ha l’onore di cambiare le regole lì dove non funzionano - ha sottolineato Mattiello - questa è la nostra responsabilità, ma intanto il governo deve sanare il debito di Cutrò. Cosa sono 500 mila euro a fronte dei patrimoni sequestrati?”.
Il deputato della Commissione Antimafia ha fatto capire che non aspetterà ulteriormente e che si impegnerà in prima persona: “Come coordinatore del V Comitato continuerò a fare domande ed esigere queste risposte”. Risposte che ci si augura arrivino domani dal ministro Alfano vista l’urgenza del caso Cutrò: “Martedì in Commissione Antimafia tornerà in audizione il ministro dell’interno, sarà una bella occasione per chiarire le intenzioni sia su Cutrò che su tante altre situazioni drammatiche.”
Proprio questa mattina Davide Mattiello dovrebbe parlare con il perito dello Stato che nel 2011 stese la famosa perizia emersa solo a gennaio di quest’anno. Documento che metterebbe nero su bianco gli interventi urgenti che il governo cinque anni fa avrebbe dovuto attuare nei confronti di Ignazio Cutrò.

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