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centro padre nostro palermoNuovo atto intimidatorio a Brancaccio. Artale: "Volete farci chiudere?"
di AMDuemila
La recinzione che delimita il campo da calcetto "completamente divelta ed in gran parte rubata, pali compresi". E' questa l'immagine che i responsabili del centro Padre Nostro si sono ritrovati questa mattina. Un nuovo atto intimidatorio verso la struttura fondata dal beato don Pino Puglisi. Non è la prima volta in questi 22 anni che vengono compiuti atti simili. Il Presidente del Centro di accoglienza, Maurizio Artale, ne ha fin qui contati 80, tre soltanto negli ultimi mesi.

“Dal 14 Gennaio 2015 la Regione Siciliana attende una relazione della Prefettura di Palermo sulla natura degli atti intimidatori ripetutamente subiti dal Centro di Accoglienza Padre Nostro. Questa relazione permetterebbe al Centro di accedere ai fondi Regionali per l’istallazione della videosorveglianza. Il 31/03/15 e il 13/10/15 abbiamo sollecitato la Prefettura, senza ricevere alcuna risposta”, sottolinea Artale poche ore dopo l’ultimo atto ostile. Quindi prosegue: "Fino a quanto dobbiamo attendere? Si vuole veramente che il Centro Padre Nostro chiuda i battenti? È possibile che, ancora oggi, dopo 22 anni di intimidazioni da parte dei ‘soliti noti’ subite dal Centro, le Forze dell’Ordine non abbiano compreso che quest'ultimo è un obiettivo sensibile da tutelare? Chiedo al Prefetto di Palermo se ritiene opportuno convocare un tavolo sulla sicurezza, affinché si prendano le idonee misure per tutelare un patrimonio cittadino, quale il Centro di accoglienza e quanti vi lavorano”.
Artale ricorda anche che il Centro ha inviato "a tutte le autorità dal presidente delle Repubblica al sindaco un progetto 'Brancaccio 2.0' che ha ricevuto l’apprezzamento di tutti ma ancora aspetta di essere realizzato”. Il progetto prevede la mappatura dei tesori della seconda circoscrizione che possono diventare una concreta risposta occupazionale per gli abitati del quartiere. “Se non si dà lavoro agli abitanti di Brancaccio le persone continueranno a delinquere e noi a subire atti vandalici. Le autorità devono capire che il Centro di Accoglienza Padre Nostro è un obiettivo sensibile”. Ed è anche dalla realizzazione di questo progetto che si può dare una risposta concreta a chi compire queste continue intimidazioni. Una risposta forte, attesa a Brancaccio, come in tutta la città.

La Redazione ANTIMAFIADuemila esprime solidarietà a Maurizio Artale e a tutti i volontari del Centro “Padre Nostro”.

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