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gratteri nicola web14Il magistrato alla “Giornata della legalità” a Roma
di AMDuemila
“Vengo combattuto dai centri di poteri che hanno molta forza all’interno delle istituzioni. Vuol dire che qualcosa sto facendo. Fra un anno me ne devo andare da Reggio Calabria per scadenza di mandato. Dopo otto anni di specializzazione anti ‘ndrangheta devo andare in giro a cercare altro sperando questa volta che i centri di poteri non siano anche lì. Posso anche fare il sostituto procuratore, l’importante è rimanere libero. Io vivo sotto scorta dal ’93 ma sono un uomo libero”. A dichiararlo il magistrato di Reggio Calabria Nicola Gratteri a margine della “Giornata della legalità”, che ha avuto luogo oggi a Roma nella scuola della polizia penitenziaria, di fronte a tanti ragazzi delle scuole medie romane.

Di seguito, il pm si è soffermato sulla questione della pubblica amministrazione: “C’è un problema di quadri che gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso”, ha detto, puntato il dito contro “lo strapotere dei Tar, che va modificato“, perchè il meccanismo delle sospensive e dei ricorsi, per come è strutturato, “congela, paralizza l’Italia“. “La riforma della pubblica amministrazione e al suo interno quella delle norme sullo scioglimento dei comuni per mafia - ha aggiunto Gratteri - va fatta, ma non nel senso di una storiella che sta girando. Una storiella che dice che se si scopre un consigliere comunale che ha preso voti dalla mafia, si dimette quel consigliere e basta. Nel mondo della politica questa storiella sta girando: non vorrei si traducesse in un qualche emendamento“.
Uno studente ha poi domandato a Gratteri e agli altri magistrati presenti se temano l’attacco della mafia. “Capisco di avere paura quando ho la bocca amara - ha risposto il pm - a volte succede, per esempio quando, viaggiando di notte, vedi una luce in un punto in cui non dovrebbe esserci. Ma in genere non ho paura, ho una scorta dall’aprile dell’89 ma sono sempre stato un uomo libero, con la mia scorta. Detto questo, in Italia il 90% delle tutele sono inutili e circa il 60% delle scorte le abolirei”.

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