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ustica 620x410di AMDuemila - 15 aprile 2015
Palermo. La corte di appello civile di Palermo, ha respinto il ricorso dei ministeri della Difesa e dei Trasporti alla sentenza del settembre 2011 dove lo stato fu condannato dal giudice Paola Protopisani a risarcire con oltre 100 milioni di euro i 42 familiari di 17 vittime della strage aerea di Ustica. Strage che avvenne la sera del 27 giugno 1980 quando il Dc 9 Itavia s'inabissò con 81 persone tra Ponza e Ustica abbattuto, secondo la sentenza, da ''un missile o collisione in una scena militare''. Tesi accettata anche dalla corte di appello civile di Palermo, espressasi oggi in parziale, che ha confermato la responsabilità dello Stato sul controllo e sicurezza aerea.

La corte, non pronunciandosi definitivamente, in parziale riforma della sentenza del tribunale ha dichiarato prescritto il ''diritto al risarcimento dei danni connesso all'illecito consistito nel aver ostacolato o impedito l'accertamento della verità sulle cause del disastro e ha eliminato la relativa condanna del ministero della Difesa, e ha confermato la responsabilità dei ministeri per la morte delle vittime della strage. I giudici hanno rinviato alla sentenza definitiva l'esame delle singole voci del danno (tra cui quello da morte immediata) perchè su quest'ultimo punto deve pronunciarsi la Cassazione a sezioni unite. La causa è stata rinviata al 7 ottobre. Con l'ordinanza interlocutoria 5056 del 2014 la terza sezione civile della Cassazione ha rimesso all'esame delle sezioni unite la soluzione della "vexata quaestio" e del contrasto sorto sulla risarcibilità del danno da morte immediata, configurando la perdita del diritto alla "vita" come autonomo bene supremo della persona, e pertanto degno di ristoro monetario in favore degli eredi del defunto. Proprio questo è il punto per cui al corte ha rinviato la sentenza definitiva con le quantificazioni dei risarcimenti. I familiari delle vittime son difesi dagli avvocati Alfredo Galasso, Daniele Osnato, Vanessa e Fabrizio Fallica, Massimiliano Pace, Giuseppe Incandela.

Fonte ANSA

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