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di Sonia Cordella - 24 marzo 2015

Scorta Civica e ANTIMAFIA Duemila all'Istituto Tecnico Commerciale di Palermo
“Ragazzi vi vengono nascosti dei dati inquietanti. Vogliono ammazzare un altro giudice qui a Palermo così come hanno fatto con Falcone e Borsellino. Vi siete chiesti il perchè?”, esordisce così il direttore di ANTIMAFIADuemila rivolgendosi agli studenti dell'istituto tecnico commerciale Duca degli Abruzzi di Palermo che ospitava alcune classi di altri istituti, liceo scientifico, geometri, turismo, durante il dibattito a seguito della proiezione del film di Sabina Guzzanti “La trattativa” nell'ambito del progetto scuola “La trattativa continua”. Bongiovanni approfondisce il quadro presentato dal film visualizzando quell'oscuro intreccio tra uomini di mafia, massoneria e politica sostenuto da spaventosi interessi economici. Non ci sono sconti per nessuno. La destra che con 20 anni di Berlusconismo attraverso i canali televisivi ha devastato la cultura, il pensiero e la morale degli italiani, con un curriculum di condanne a carico dell'esponente di Forza Italia da far invidia ai peggiori malfattori e sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa al fondatore del suo partito; la sinistra ambigua e subdola che prosegue sotto banco le sue oscene trattative con quella che dovrebbe essere la sua opposizione; uomini appartenenti ai vertici delle forze dell'ordine che nell'ambito del processo sulla trattativa stato mafia sono chiamati a rispondere ai tanti quesiti che li vedono protagonisti di azioni di favoreggiamento alla mafia; i vertici della magistratura “che ostacolano il lavoro del magistrato più esposto del Paese, Antonino di Matteo, bocciando le sue domande di promozione a incarichi che lo avvantaggerebbero nel suo lavoro di accertamento della verità”.

FOTOGALLERY © ACFB


Il direttore di ANTIMAFIADuemila espone un quadro a dir poco agghiacciante e quel che è peggio è che tutto corrisponde al vero. “Ritengo che siano più interessati all'uccisione di Di Matteo che alla sua protezione” denuncia. “Siamo in sospirata attesa di qualche dichiarazione da parte del nuovo procuratore di Palermo, Lo Voi, in sostegno al giudice condannato a morte dalla mafia” affonda Bongiovanni spiegando ai ragazzi che le istituzioni e i partiti sono fatti da uomini e che quindi è fondamentale informarsi diffidando in partenza delle belle parole fino a che non si trovino i riscontri che quanto detto sia vero. Ma come fare a capire? Domandano gli studenti. Semplice. Chi dice la verità non ha grandi interessi da tutelare, non ha paura di denunciare apertamente mafiosi e corrotti e di sostenere coloro che in questo momento sono impegnati in un processo scomodo che fa paura a troppi. “La mafia ha mutato la sua forma”, spiega il direttore, “sollevando il suo livello di insospettabilità, tra silenzi e collusioni”, celandosi dietro abiti borghesi. Ma come affrontare la situazione?, chiedono i ragazzi. “Intanto, dopo esservi informati date il voto alle persone giuste -  suggerisce Bongiovanni - altrimenti ci troveremo sempre allo stesso punto”.  “Nel 2001 su 61 seggi disponibili in parlamento per la Sicilia, tutti e 61 sono stati occupati da uomini del partito di Forza Italia e questo è un dato preoccupante”, ricorda Alfredo Russo organizzatore dell'incontro per scorta civica, insieme a Milena Murania, Gandolfo David e Adriana Gnani, spiegando ai ragazzi quanto sia importante la presa di coscienza e il contributo di ciascuno per cambiare le cose. Il voto, certo, assolutamente ma anche le scelte quotidiane come quella del consumo critico, la scelta cioè di acquistare nei negozi taglieggiati dalla mafia i cui commercianti hanno avuto il coraggio di denunciare non cedendo alle pressioni mafiose e aderendo ad AddioPizzo. “Questo sarebbe un primo passo”, sostiene Russo. Dopo l'incontro, con la preside della scuola, una donna dalle idee chiare sull'importanza del pensiero critico dei ragazzi e sulla responsabilità delle famiglie e della scuola nella loro crescita, e dopo l'intervento di una insegnante impegnata alla sensibilizzazione dei ragazzi sui temi antimafia insieme a diverse sue colleghe presenti al dibattito, il direttore di ANTIMAFIADuemila dispensa gli studenti da colpe che non hanno. Rivolgendosi agli insegnanti suggerisce di fare richiesta al ministero di promulgare una delibera che inserisca come materia obbligatoria in tutte le scuole la storia della mafia e della corruzione in Italia unita a lezioni di legalità. “Perchè oggi è un’anomalia ciò che stiamo vivendo qui”, evidenzia Bongiovanni “e cioè che un rappresentante di un’associazione e un giornalista investigativo siano qui a parlarvi di cose per le quali dovrebbero esserci degli insegnanti preparati a farlo inseriti in un programma ministeriale”.  “Non riesco proprio a capire perchè non riusciamo a formattare?” chiede un’altra studentessa. Semplice. “Perchè non riusciamo a fare una scelta”, risponde il direttore. Immersi come siamo nei nostri problemi e inclini a berci tutto ciò che la televisione ci prospetta come vero. “Dobbiamo avere la volontà di volerla sconfiggere questa mafia - prosegue Bongiovanni - dobbiamo sapere chi andiamo a votare, dobbiamo rinunciare alle raccomandazioni anche se questo ci potrebbe costare di restare disoccupati. Dobbiamo fare la Resistenza così come hanno fatto i nostri nonni partigiani nella seconda guerra mondiale. Allora ragazzi, questa è una guerra, quindi facciamola questa guerra, combattiamola, non con le armi ma contrastando questo sistema che vi vuole togliere il futuro, scendiamo in piazza, protestiamo, uniamoci alle manifestazioni, fate sentire la vostra voce. Libertà è partecipazione, diceva il cantautore Giorgio Gaber. Se non partecipiamo non conquisteremo mai la libertà”.

DVD
BRUNO CACCIA
Una storia ancora da scrivere
Regia: Christian Nasi
Sceneggiatura: Davide Pecorelli, Elena Ciccarello
Durata: 90 min
Genere: documentario in DVD

ANTIMAFIADuemila
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