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tribunale-togheConfermate anche le assoluzioni per Adamo, Morrone e Morelli
di AMDuemila - 23 febbraio 2014
Una raffica di prescrizioni, due condanne ridotte e quattro conferme di assoluzione. E' questa la sentenza emessa dai giudici della Corte d'appello di Catanzaro nei confronti di 13 imputati nel processo Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria. Confermata l'assoluzione dei consiglieri regionali Nicola Adamo ed Ennio Morrone e di Franco Morelli ed Aldo Curto.

La corte ha anche dichiarato inamissibile il ricorso della Procura generale che contestava l'assoluzione ottenuta in primo grado dall'ex vicepresidente della Regione, dei due esponenti di Centrodestra e di Curto: "sopravvenuta carenza d'interesse" è la motivazione espressa. Per il resto, una serie di prescrizioni: per Basile, Calvano, Gallo, Gargano, Montagnese, Pometti, Spataro e ancora per Ennio Morrone. La prescrizione di una parte dei capi d'imputazione ha comportato una riduzione di pena anche per Giancarlo Franzè (2 anni e una sanzione da 1.500 euro) e Rosaria Marasco (un anno).
Il primo grado del processo Why not si concluse il 31 luglio del 2012. Furono necessarie decine di udienze, ore e ore di testimonianze in aula per arrivare ad una unica conclusione: non ci fu alcun finanziamento illecito, nessuna corruzione elettorale.

Le condanne in primo grado
In totale erano ventisei le persone tra politici, funzionari pubblici e imprenditori accusati a vario titolo di abuso di ufficio, truffa e corruzione, erano state rinviate a giudizio il 3 marzo del 2010. La sentenza portà alla condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione a Giancarlo Franzè (ex dirigente della società “Why not”);  due anni a Rosalia Marasco (dirigente regionale del dipartimento Personale);  8 mesi a Rosario Calvano; un anno e 6 mesi a Antonio Gargano (l'ex presidente di Fincalabra), un anno a Michele Montagnese, così come per Michelangelo Spataro, e Filomeno Pometti. Erano stati condannati poi a 8 mesi di reclusione anche l'ex consigliere regionale Dionisio Gallo (Udc) e l'ex assessore Domenico Basile (An). Contestualmente vennero assolti  Aldo Curto, Ennio Morrone, Francesco Morelli, Nicola Adamo.
Quindi, per tredici tra condanne e assoluzioni, la sentenza venne impugnata davanti alla Corte d'appello.

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