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di-matteo-nino-c-giannini-big0di AMDuemila - 12 ottobre 2012
E' un attacco continuo quello subito dai pm di Palermo che stanno indagando sulla Trattativa-Stato mafia. Dopo il conflitto di attribuzione senza precedenti sollevato dal Capo dello Stato per la vicenda delle intercettazioni con l'ex ministro Mancino, altri gravi episodi si sono verificati a seguito delle partecipazione dei pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo a dibattiti pubblici.

Nei giorni scorsi era stata Magistratura Democratica ad attaccare il procuratore aggiunto di Palermo, in procinto di trasferirsi in Guatemala. Ieri pomeriggio nel mirino del “fuoco amico” è finito anche il pm Nino Di Matteo, presidente dell'Anm Palermo.
L'accusa nei suoi confronti mossa dai Verdi è quella di “politicizzazione degli interventi”, “ricerca del consenso”, e l'aver provocato una “discrasia inaccettabile” tra l’Anm di Palermo e il presidente nazionale Rodolfo Sabelli. Un'azione probabilmente messa in atto per indurlo a lasciare la propria carica.
In particolare ad essere discussa è stata la partecipazione del pm alla festa del Fatto Quotidiano dello scorso 9 settembre. In quell'occasione Di Matteo avea evidenziato “il silenzio assordante” da parte dei vertici dell'Anm a fronte degli attacchi subiti dalla Procura di Palermo da parte del Quirinale. Nei giorni successivi il presidente Sabelli aveva replicato accusando Di Matteo ed Ingroia per non aver preso le distanze dalle critiche mosse dal pubblico presente nei confronti del Capo dello Stato.  
Accuse che sono state ripetute ieri nel corso della riunione tra i giudici di Palermo ma che non hanno trovato appiglio con diversi interventi da parte dei colleghi che si sono schierati a difesa di Di Matteo, rivendicando la libertà d'opinione da parte dei pm.
Alla fine così la bozza sul documento sulla “crisi di rappresentatività” di Di Matteo, proposta dai Verdi, non è stata accettata così come non è stato votato il documento, letto da parte di Gaetano Paci durante l'assemblea di Md ad inizio ottobre, contro il procuratore Ingroia per le troppe interviste e la scarsa circolazione delle notizie all'interno della Procura. Azioni gravi, al momento scongiurate, che mettono ancora più pressione sui pm a poche settimane dal via dell'udienza preliminare dell’inchiesta sulla trattativa, in programma il 29 ottobre.

In foto: Nino Di Matteo © Castolo Giannini

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