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agende-rosse4 settembre 2012
Il Movimento delle Agende Rosse coglie l'occasione della visita del Presidente Napolitano a Mestre per proporre alla sua attenzione considerazioni, quesiti, appelli
• Reclamiamo il rispetto per l'indipendenza della Magistratura di cui il Presidente è il più alto rappresentante

I giudici sono soggetti solo alla legge (art. Cost. 101).
La magistratura    costituisce    un ordine autonomo e indipendente da    ogni altro    potere.
Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. (art. Cost. 104)
Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale (art. Cost. 112)
In questi giorni, come peraltro anche nella passata legislatura i magistrati della Procura di Palermo sono additati come eversori dai tanti che non ne accettano il ruolo di organo di controllo di legalità. Gli attacchi si sono intensificati a causa dell'ipotesi di sconfinamento dalle loro competenze, nelle intercettazioni indirette del Presidente. A tale riguardo osserviamo che sollevare il conflitto di attribuzione in presenza di un vuoto normativo può essere ineccepibile.
Allo stesso tempo ci pare attinente al riguardo, fare alcuni rilievi:
1- questo vuoto era già stato segnalato 15 anni fa dal ministro della giustizia dell'epoca Flick eppure da allora non c'è stata nessuna iniziativa né del Parlamento né della Presidenza della Repubblica
2- riguardo al ricorso alla Consulta per conflitto di attribuzione, tralasciandone la legittimità che non è in discussione, riteniamo l'iniziativa quanto meno tardiva se non intempestiva, considerato che già tre anni fa il Presidente fu coinvolto in una intercettazione indiretta col capo della Protezione Civile Guido Bertolaso; non ne seguì nessuno scandalo né si colse l'occasione per riproporre il problema del vuoto normativo. In conseguenza di queste osservazioni si impongono queste domande:
1- visto che il ricorso alla Corte Costituzionale può comportare gravi conseguenze anche penali per i magistrati della procura di Palermo, il Presidente si è posto il problema?
2- se sì, ne consegue che ammette come ineludibile questa eventualità; in tal caso essa non rappresenterebbe un oggettivo ostacolo all'azione della Procura di Palermo?
3- qualora invece avesse considerato di scongiurare quelle conseguenze sui magistrati o di temperarne le conseguenze, perché, contestualmente ad un sollecito del parere della Suprema Corte sul vuoto legislativo, rivestendo egli anche le funzioni di Presidente del CSM, non ha diramato un comunicato di esplicito riconoscimento e sostegno a quei magistrati impegnati al raggiungimento di quella verità che nessuna ragione di Stato può essere invocata ad ostacolare e il cui operato, con l'iniziativa di doverosa difesa dell'integrità delle prerogative presidenziali, stava nei fatti contraddicendo?
• Difendiamo lo strumento delle intercettazioni
Solo qualche giorno fa il PNA Pietro Grasso ha dichiarato che le intercettazioni sono indispensabili. Allertiamo quindi il Presidente contro il pericolo di una strumentalizzazione della vicenda allo scopo di perseguire una restrizione dell'utilizzo di uno strumento di indagine insostituibile. Senza conoscenza non può esserci verità e senza la verità ogni scelta dei cittadini è una beffarda caricatura della democrazia
• Chiediamo che in questo momento vengano compiuti tutti i gesti di massima trasparenza contro ogni possibile ricatto ai danni di istituzioni dello Stato, si chiamino esse Presidenza della Repubblica o Magistratura
Riteniamo perciò che non c'è altra scelta che sottrarre ai ricattatori l'arma del ricatto cioè rendere pubblico il contenuto dei colloqui telefonici tra il Presidente, garante della Costituzione ed Istituzione al di sopra delle parti e l'indagato Nicola Mancino.

ANTIMAFIADuemila
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