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scarpinato-c-giannini-webdi Lorenzo Baldo - 30 luglio 2012
A seguito della proposta del membro laico del Pdl al Csm, Nicolò Zanon, avanzata al Comitato di presidenza del Csm con il fine di aprire una pratica in Prima Commissione (quella competente sui trasferimenti d'ufficio dei magistrati per incompatibilità ambientale e funzionale) nei confronti di Roberto Scarpinato una parte della magistratura italiana si prepara a fare sentire il proprio dissenso. 150 magistrati di tutta Italia sono in procinto di inviare al Csm una lettera di solidarietà al procuratore generale di Caltanissetta Scarpinato.

L'idea è nata sulla mailing list di “Area”, il cartello che riunisce le correnti di sinistra della magistratura. Promotore dell’iniziativa è il magistrato modenese Marco Imperato che ha spiegato come siano arrivate tante adesioni “anche da magistrati dei gruppi più moderati”. “E sono pronti a sottoscrivere la lettera – ha sottolineato lo stesso Imperato – anche avvocati, professori universitari e magistrati onorari. Tra i tanti magistrati che si sono già impegnati a mettere nero su bianco la loro solidarietà a Scarpinato, ci sono Fabio De Pasquale, pm dei processi Mediaset e Mills, Lia Sava, pm del processo sulla trattativa Stato-mafia e Paolo Ielo, che a Roma ha condotto l'inchiesta Enav”. Quello di Scarpinato “è stato un intervento altissimo – ha ribadito Imperato –, che esprimeva l'emozione per quanto successo 20 anni fa e soprattutto la sofferenza interiore di chi vede certe figure di servitori dello Stato svuotate, se strumentalizzate da persone la cui condotta politica non corrisponde a quei valori. Per questo è importante far capire all'esterno che le sue parole le avremmo sottoscritte tutti”. Sullo sfondo resta il bieco tentativo di ostacolare la corsa alla procura generale di Palermo ad un magistrato che ha investigato per anni su quei “sistemi criminali” che hanno contribuito a realizzare stragi ed omicidi “eccellenti” nel nostro Paese insieme alla più potente organizzazione criminale chiamata Cosa Nostra, pezzi della Massoneria deviata e dei Servizi segreti, che invece deviati non sono. La solidarietà nei confronti di Roberto Scarpinato manifestata dai 150 magistrati si aggiunge a quella esternata da tutta la famiglia di Paolo Borsellino subito dopo la notizia della proposta del pidiellino Zanon. “Se vi è oggi un magistrato 'compatibile' con le funzioni attualmente svolte – ha scritto Agnese Borsellino nel comunicato stampa - quello è il dottor Scarpinato, che non dimenticherò mai essere stato uno degli otto sostituti procuratori della direzione distrettuale antimafia di Palermo che all'indomani della morte del 'loro' procuratore aggiunto Paolo Borsellino rassegnò le dimissioni, poi fortunatamente rientrate, dopo avere avuto il coraggio e la forza di denunciare le divergenze e le spaccature di 'quella' Procura di Palermo che avevano di fatto isolato ed esposto più di quanto già non lo fosse mio marito”. Dal canto loro Rita e Salvatore Borsellino hanno sottoscritto l'intervento di Agnese Piraino Leto aggiungendo con convinzione di esprimere ugualmente il loro “sdegno” per questa “improvvida iniziativa” di un membro del Csm “tanto più grave perchè prende a pretesto proprio quella lettera a Paolo che, letta in via d'Amelio il 19 luglio pochi minuti prima dell'ora della strage, ha riempito di emozione i cuori delle migliaia di persone giunte da ogni parte d'Italia a Palermo per onorare la memoria del magistrato Paolo Borsellino e dei cinque poliziotti che hanno perso la vita al suo fianco”. L’immagine di uno Stato ossessionato dalla paura di finire sotto processo si pone di contraltare a quella di un popolo la cui responsabilità di volere o meno verità e giustizia aumenta giorno dopo giorno.

Foto © Castolo Giannini

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