“Le fiamme non fermeranno il riscatto della legalità anche perché non si deve cedere alle eventuali intimidazioni di quanti credono con la violenza di seminare paura.”
di Lara Borsoi - 11 giugno 2012
Mesagne (Brindisi). Ieri un incendio doloso ha distrutto sette ettari di grano in Contrada Canali. I terreni erano stati confiscati ai boss della Sacra Corona Unita e da tempo erano stati affidati alla cooperativa “Terre di Puglia Libera Terra”. I giovani dell'associazione hanno sporto denuncia contro ignoti presso gli uffici dei Carabinieri. Da una veloce stima dei danni si contano più di 200 quintali di grandi andati in fumo.

Non è la prima volta che i ragazzi di Libera, uniti nel recuperare e far fruttare nella legalità i beni confiscati in tutta Italia, subiscono atti di questa gravità. La settimana scorsa, ad esempio, a Belpasso alla cooperativa “Beppe Montana Libera Terra” sono stati dati alle fiamme 2000 aranci e 100 ulivi.
Gesti estremi che indicano però come il riutilizzo sociale dei beni è l'arma giusta nella lotta alle criminalità organizzate.
In una nota l'Associazione Libera ha fatto sapere che: "in attesa dei riscontri necessari e osservando il doveroso riserbo per il lavoro delle forze dell'ordine e ringraziando l' impegno delle istituzioni ribadiamo con forza e determinazione che le fiamme in Puglia come quelle in Sicilia insieme alle altre forme di intimidazioni subite negli ultimi giorni non fermeranno la scelta e l'impegno del nostro percorso di restituzione alla collettività di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia". Quindi ha aggiunto: "Il nostro impegno per la legalità e la giustizia non subirà alcun cedimento e queste intimidazione sono la riprova del positivo che in quella terra come nel resto del paese stiamo cercando di costruire anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell'ordine, dell'associazionismo, del mondo cattolico e di molte amministrazioni attente. A Mesagne da tempo è stata seminata la speranza e il raccolto continuerà a essere fruttuoso. Da tempo in questo territorio sono ben radicati gli anticorpi sociali pronti a rispondere sempre con attenzione e corresponsabilità a qualsiasi atto intimidatorio. Coltivare e produrre sui terreni confiscati ai mafiosi e creare lavoro libero dalle mafie rappresenta il più grande schiaffo alla criminalità organizzata e a chi la copre". "Noi continueremo in quel territorio- ha concluso nella nota Libera - a coltivare la speranza, la freschezza di prospettive fondata su lavoro vero, tenace e concreto.”

Da tutta la redazione di AntimafiaDuemila l'abbraccio e la solidarietà ai ragazzi della cooperativa “Terre di Puglia Libera Terra” e all'associazione fondata da Don Ciotti “Libera” nell'auspicio che su questi inquietanti episodi si faccia al più presto chiarezza.

 

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