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gotti-tedeschi-ettoreIor, sfiduciato il presidente Gotti Tedeschi
di AMDuemila - 25 maggio 2012
Roma. E’ bufera ai vertici del Vaticano. Appena ieri il Consiglio di sovrintendenza dello Ior ha deciso  di sfiduciare  il presidente della Santa Sede Ettore Gotti Tedeschi con l’accusa di “non aver svolto funzioni di primaria importanza per il suo ufficio” recita la nota. Così dopo quattro anni l’avventura di Gotti Tedeschi allo Ior giunge al capolinea, la commissione cardinalizia di vigilanza formalizzerà oggi la nomina di un presidente ad interim, che sarà l’attuale vicepresidente Ronaldo Hermann Schmitz, rappresentante della Deutsche Bannk nel Consiglio dello Ior.

Secondo ambienti vicini al Vaticano al centro della rottura vi sarebbe l’applicazione della legge per la trasparenza e il riciclaggio, per cui Gotti Tedeschi si era battuto. Ma non sarebbe l’unico motivo.
Ieri peraltro, sempre da ambienti vaticani, era filtrata anche l'ipotesi che il 'corvo' (cioè uno degli autori delle lettere vaticane segrete diffuse sui media tempo fa) fosse proprio Gotti Tedeschi. “Ma io querelo”, ribatte il presidente dello Ior. Ma nel primo pomeriggio di oggi le principali teste nazionali hanno battuto la notizia che l’indagine della gendarmeria vaticana sulla diffusione dei documenti segreti “ha permesso di individuare una persona in possesso illecito di documenti riservati”. A spiegarlo è il capo della sala vaticana, padre Federico Lombardi, spiegando che questa persona “si trova ora a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti”. Voci vicine alla Santa Sede confermano che si tratta di Paolo Gabriele, "aiutante di camera" della famiglia pontificia, ora in stato d'arresto. Quello che, dopo aver trafugato documenti segretissimi, li avrebbe fatti arrivare al giornalista Gianluigi Nuzzi per la stesura del libro “Sua Santità”. Allora il Vaticano aveva risposto così: “E’ un furto – recitava la nota – i giornalisti ne risponderanno”. Una mole ingente di documenti riservati è stata trovata dalla gendarmeria vaticana in un appartamento di via di Porta Angelica, dove Paolo Gabriele abita con la moglie e i tre figli. “Paoletto”, così è conosciuto negli ambienti vaticani, è romano, poco più che 40enne, lavora nell'appartamento pontificio dal 2006. Ieri pomeriggio Gabriele è stato prima fermato dagli agenti comandati dall'ispettore generale Domenico Giani e poi interrogato dal promotore di giustizia, Nicola Picardi, che lo ha dichiarato in arresto. Anche se qualcuno ora si domanda in Vaticano se non si tratti di un “capro espiatorio”, vittima della volontà del Vaticano di trovare un colpevole in tempi brevi.

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