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attentato-brindisi-opinioni-webRita Borsellino, Don Ciotti, Caselli, Ingroia, Orioles...
All'interno una raccolta delle reazioni e delle opinioni sul gravissimo attentato avvenuto ieri a Brindisi




Attentato Brindisi: Don Ciotti, ferito l'intero paese. Volevano colpire proprio giovani, strudiare fa paura

20 maggio 2012
Roma. «Forza ragazzi, non smarritevi: dire da che parte si sta è il modo migliore di abbracciare Melissa». È l'invito che arriva all'indomani dell'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi da Don Ciotti, che, in una intervista all'Unità, sottolinea che si tratta «di una ferita per l'intero Paese» e che «chi ha messo quelle bombe voleva uccidere dei ragazzi e insieme alle vite voleva spazzare la speranza di questi studenti». Questo, aggiunge, «è un momento di grande smarrimento, di grande fragilità: la crisi economica, quella sociale. Soprattutto c'è bisogno di una politica che sia nelle strade, vicina alle persone». Ai ragazzi ricorda anche che «la mafia teme più la scuola della giustizia», perchè «l'istruzione toglie il terreno sotto i piedi alla cultura mafiosa». «Ho pregato Dio - conclude - perchè ci dia una pedata per andare avanti».

ANSA


Brindisi: Rita Borsellino, colpito cuore della lotta per legalità

19 maggio 2012
Roma. «Qualunque sia la matrice delle bombe di Brindisi, è stato colpito il cuore della lotta per la legalità, la scuola». Lo ha detto Rita Borsellino, relatrice per il gruppo S&D in commissione speciale contro mafie e crimine organizzato del Parlamento europeo. «Provo profondo dolore per le giovani vittime, ma anche grande rabbia e sdegno per questo vile attentato -continua- Adesso, noi tutti, istituzioni e cittadini, dobbiamo tenere alta l'attenzione e stringerci intorno ai valori su cui si fonda la nostra democrazia». «Bisogna fare al più presto luce su quanto accaduto -conclude- assicurando verità e giustizia. E proseguire con maggiore forza in quel cammino di lotta per la legalità di cui le scuole sono il motore».

Adnkronos


Attentato Brindisi: Caselli, per ora ne sappiamo troppo poco

19 maggio 2012
Torino. «Credo che gli elementi attualmente a disposizione siano ancora insufficienti per la valutazione di questo gravissimo fatto messo in atto dalla criminalità organizzata mafiosa o terrorista»: lo ha detto in serata il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli. «Certamente - ha aggiunto - si è trattato di un atto particolarmente vile e detestabile, realizzato da criminali in grado di pianificare un uso della violenza a livelli di massima micidialità. La vita di alcune giovanissime ragazze è stata spezzata o rovinata per sempre mentre stavano facendo la cosa più normale per la loro età, andare a scuola». «Colpire giovani davanti a una scuola - ha sottolineato Caselli - è un'azione finalizzata a diffondere la paura in tutto il Paese, è un fatto di portata nazionale che colpisce le regole di convivenza civile della nostra democrazia. Partendo da queste terribile certezze, in questo momento sono valide entrambe le ipotesi: che ad agire sia stata la mafia o sia stato il terrorismo». «Gli inquirenti - ha concluso Caselli - non hanno escluso nessuna delle due ipotesi, anche se vi è una propensione per il terrorismo. Attendiamo che i magistrati competenti, in particolare Cataldo Motta, la cui professionalità è universalmente apprezzata, lavorando come sanno fare, acquisiscano ulteriori elementi che consentano di saperne di più».

ANSA


Attentato Brindisi: Crocetta, giorno di lutto nazionale

19 maggio 2012
Gela. «Prescindendo da chiunque abbia potuto compiere o commissionare la strage di Brindisi, colpisce in questo caso, l'infamia e lo squallore veramente estremo di tale gesto». Lo dice Rosario Crocetta, eurodeputato del Pde vicepresidente della Commissione antimafia europea, commentando quanto accaduto stamane a Brindisi. «Ignare ragazze, colpevoli, probabilmente, di frequentare una scuola dov'è particolarmente attiva la battaglia contro le mafie e contro l'illegalità, vengono attaccate. E in noi - aggiunge - rimane lo stupore, lo sbigottimento. Sembra quasi impossibile che qualcuno possa progettare una simile cosa, intanto il fatto è avvenuto, proprio nel giorno in cui a Brindisi arrivava la Carovana della Legalità, a pochi giorni della commemorazione di Falcone in una scuola intitolata proprio al giudice e alla moglie Francesca Morvillo. Sono in tanti a dire che la mafia ha abbandonato la strategia della violenza per scegliere il terreno dei traffici e degli affari, a volte persino legali. Mi sono sempre battuto contro questa tesi: la mafia non può, ed è incapace persino di farlo, abbandonare la strada della prepotenza, del terrore e della violenza, perchè questi sono caratteristiche intrinseche al modo stesso di essere delle mafie. Mi associo al dolore dei ragazzi e delle ragazze di Brindisi, dei loro familiari, di tutti i cittadini in un giorno che per me dev'essere di lutto nazionale».

ANSA


Attentato Brindisi: Ingroia, Paese non si è liberato da mafia

20 maggio 2012
Roma. «Della mafia non ci siamo del tutto liberati, nonostante i colpi che le sono stati inferti: il Paese non si è ancora liberato dalla mafia e quella reazione e frutto soprattutto di questo». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia a «In mezz'ora» spiegando perchè per l'attentato di Brindisi in molti abbiano pensato immediatamente alla mafia, anche se in realtà non si hanno conferme in tal senso. «La verità - ha detto Ingroia - è che c'è l'incubo che tornino i tempi bui, gli anni delle stragi e dello stragismo che colpirono non solo uomini dello Stato ma cittadini e anche alcuni studenti, anche in quell'occasione. Quella reazione è sintomo soprattutto di questo. È meglio dell'antica sottovalutazione, ma dall'altra parte può innescare meccanismi di insicurezza, di panico sociale, che capisco possa essere una ragione che preoccupa i nostri governanti». «Il governo non ha avuto paura, ma molti Italiani non sì», ha aggiunto.

ANSA


Attentato Brindisi: don Ciotti, sconfiggere indifferenza

20 maggio 2012
Mesagne (BRINDISI). «La malattia da sconfiggere è l'indifferenza». Lo ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, intervenendo nella piazza di Mesagne dove stamani ha fatto tappa la Carovana contro tutte le mafie. «I ragazzi oggi hanno scritto - ha detto don Ciotti - 'La forza sta in chi si rialza' e noi ci rialzeremo». «Il problema della criminalità, della mafia, della massoneria - ha continuato don Ciotti - è un problema di tutti ed ecco perchè la Carovana continuerà a 'sgrattare' le coscienze». Don Ciotti ha poi invitato tutti a non avere paura: «Bisogna evitare che tutto diventi terrore, paura, è necessario reagire».

ANSA


Attentato Brindisi: Caselli, fatto bestiale per spargere paura

20 maggio 2012
Torino. «Quello che è successo a Brindisi è un fatto bestiale. Qualcuno, un vigliacco feroce e organizzato, ha spinto la volenza a livelli altissimi di micidialità»: lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli intervenendo a uno degli appuntamenti della Biennale della Legalità in corso nel capoluogo piemontese. «Questi vigliacchi - ha aggiunto Caselli - hanno colpito uno degli aspetti fondamentali della convivenza civile e della sicurezza diffondendo a raggiera la paura e la preoccupazione in tutto il Paese».

ANSA


Brindisi, l’Italia feroce che non vuol morire

di Riccardo Orioles - 19 maggio 2012
In piazza, in piazza subito, come per piazza Fontana. A Catania e Palermo i militanti antimafia saranno già in piazza fra poche ore. Niente dibattiti, non c’è tempo. Tutti in piazza, dappertutto. Vergogna a chi depista parlando di “anarchici”: è complice dei terroristi. Vergogna a chi non osa dire “mafia”, in queste ore, alto e forte e con voce chiara. Leggete i titoli del Corriere.

La mafia comincia così la sua campagna elettorale. Per conto proprio, ma anche per conto degli antichi poteri. E’ l’aria di via Georgofili. L’Italia antica che torna, la vecchia Italia feroce che non vuol morire.

Tratto da: ilfattoquotidiano.it


“Uccisi ancora una volta”

di Monica Panzica - 19 maggio 2012
“E’ come se avessero ucciso di nuovo mio fratello e mia cognata. Questo è un nuovo colpo al cuore dello Stato”. Esordisce così Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, dopo la notizia dell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. “Qualunque sia la matrice, le sensazioni che sto provando sono quelle di vent’anni fa. Lo stesso strazio, lo stesso dolore, la stessa angoscia. Sono stati presi di mira i ragazzi – aggiunge – quella porzione di società che punta al cambiamento”. Cambiamento al quale mira la “Carovana Internazionale Antimafia” di Libera, più comunemente conosciuta come “Carovana della Legalità”: la tappa prevista di oggi è proprio quella di Brindisi. Poi, marcerà per quattro giorni sul suolo pugliese in ricordo delle vittime della mafia. In occasione del ventennale delle stragi la Carovana della Legalità ha infatti organizzato una maratona che attraversa tutta l’Italia, con un unico motto: il no alla criminalità organizzata, che uccide lo Stato e mortifica la popolazione, invitata a denunciare ogni segnale mafioso. In tutti i luoghi visitati dalla Carovana sono sempre previste iniziative che hanno l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare gli abitanti e le istituzioni locali.
“Idee come la Carovana – dice Maria Falcone – sono il segnale di continuità. Non possiamo mostrare alcun cedimento, non dobbiamo fermarci. Anzi, io personalmente continuerò a portare avanti le mie idee e quelle di Giovanni con maggiore forza. Oggi spero di andare a Brindisi – conclude – ma se non sarà possibile sarò di pomeriggio all’albero di via Notarbartolo”. E alla vigilia delle commemorazioni anche il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, ribadisce la necessità di non cedere. Contattato dopo la notizia dell’attentato dice: “Sono al Palazzetto dello sport di Cefalù dove si sta svolgendo la partita tra l’Associazione Nazionale Basket Magistrati e la Nazionale Basket Artisti. L’incontro viene organizzato ogni anno per non dimenticare i colleghi che hanno dato la vita per contrastare Cosa nostra. Più che colleghi, per me, erano dei grandi amici. Io sono qui non dimentico, ma anche io oggi, provo lo stesso dolore di quel tragico anno”.

Tratto da: livesicilia.it

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