"Anche oggi fiumi di inchiostro sono stati sprecati per riempire i giornali portavoce della maggioranza con bufale su Roberto Scarpinato. Se quelle testate giornalistiche impiegassero anche solo la metà di quell'inchiostro per raccontare ai cittadini l'inquietante intreccio di contatti tra il partito della premier Meloni ed esponenti del clan Senese o le tante indagini che da nord a sud coinvolgono esponenti politici del centrodestra, avremmo un miglior servizio di informazione al paese. Ma sappiamo che la loro missione è un'altra. Veramente non si capisce per quale motivo il senatore Scarpinato dovrebbe chiedere scusa per parole pronunciate da un'altra persona, Gioacchino Natoli, in conversazioni in cui parlava non con Scarpinato ma con la moglie e altri familiari". Lo affermano i rappresentanti del M5S in commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero de Raho, Michele Gubitosa e Luigi Nave. "Forse - proseguono - quei giornalisti sono caduti vittime della loro stessa manipolazione con cui fanno credere ai lettori che quelle parole siano state pronunciate al telefono con Scarpinato. Se non si tratta di manipolazione da parte di questi giornalisti, la situazione è ancora peggiore perché vuol dire che le fonti della maggioranza li stanno depistando". "A proposito delle fonti di maggioranza - avvertono - invitiamo la redazione de Il Giornale a non farsi portare fuori strada dagli stessi suggeritori interessati e manipolatori, chiedendo di farsi girare tutta la documentazione e non solo quella che fa comodo al centrodestra. Potranno così verificare, documenti alla mano, che fu Gioacchino Natoli con apposita pec del 5 dicembre 2023 a chiedere di essere audito dalla commissione Antimafia per replicare alle varie accuse rivoltegli dall'avvocato Trizzino nella stessa sede. Solo il successivo 11 dicembre noi inoltrammo un sollecito a seguito della trasmissione Far West che rilanciò le accuse rivolte a Natoli". "Visto che le informazioni di cui dispone sono depistanti - proseguono i pentastellati - informiamo noi la redazione de Il Giornale che in precedenza, a settembre, avevamo chiesto di ascoltare Natoli in commissione ma su un tema che non c'entra nulla con mafia-appalti. Volevamo che riferisse in commissione, come aveva già fatto in pubblico dibattimento, che Borsellino gli aveva raccontato di quando il giorno 1° luglio 1992 immediatamente dopo che Mutolo gli aveva anticipato che avrebbe messo a verbale dichiarazioni sulla collusione di Bruno Contrada, era stato convocato dal capo della polizia che gli aveva fatto incontrare a sorpresa lo stesso Bruno Contrada, con sommo smarrimento di Borsellino. Ma questi elementi appartengono alle piste ben più serie e ben più fondate di quella su mafia-appalti che la maggioranza e la presidenza della commissione Antimafia hanno pervicacemente rifiutato di approfondire". "Infine, consigliamo alla redazione de Il Giornale di leggere l'annotazione della Gdf nella quale si specifica che Scarpinato e Natoli nella conversazione del 18 gennaio 2024 facevano riferimento a quanto aveva dichiarato nella audizione del 29 novembre 2023 il Procuratore Generale di Cagliari Patronaggio, il quale aveva riferito che nella riunione del 14 luglio 1992 Lo Forte aveva parlato della richiesta di archiviazione nei confronti di alcuni indagati. Poiché subito dopo quella audizione Natoli aveva comunicato a Scarpinato che anche lui ricordava la stessa circostanza, Scarpinato gli aveva anticipato che gli avrebbe fatto una domanda affinché potesse ripetere alla Commissione quanto aveva già riferito a lui, domanda necessaria perché concernente un fatto diverso da quelli per i quali Natoli aveva chiesto di essere audito", concludono.
Foto © Paolo Bassani
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