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L’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, tornerà presto a esercitare le funzioni di magistrato. Dopo aver lasciato il ruolo di deputata e aver affiancato per anni il Guardasigilli Carlo Nordio come figura chiave di via Arenula, la ex “zarina” ha presentato istanza di rientro nell’ordine giudiziario. La richiesta, come riportato dal ‘Fatto Quotidiano’, è giunta nei giorni scorsi alla Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura, che dovrebbe concedere il via libera già lunedì pomeriggio per poi sottoporre la pratica al plenum per la ratifica definitiva.
Una volta approvata la domanda, Giusi Bartolozzi sarà ricollocata alla Corte d’Appello di Roma, nella stessa funzione che svolgeva prima di entrare in politica: quella di giudice distrettuale. Si tratta di un ruolo che permette l’assegnazione, in base alle necessità di organico, a tutti i tribunali del Lazio. Nel 2017, per esempio, aveva ricoperto l’incarico di gip a Civitavecchia.

Il ritorno in toga rappresenta per lei una soluzione temporanea. L’obiettivo principale resta infatti una possibile ricandidatura parlamentare o un nuovo incarico istituzionale, tra cui figura l’ipotesi di magistrato di collegamento nel Regno Unito. Ma la mossa ha anche un effetto immediato e concreto sul piano giudiziario: consentirà di trasferire altrove il procedimento penale in cui è imputata per false informazioni ai pm nel caso Almasri. Attualmente il fascicolo è a Roma. Quando Giusi Bartolozzi tornerà in servizio come magistrato nel Lazio, la competenza passerà obbligatoriamente alla Procura di Perugia, che si occupa dei reati commessi dai magistrati in esercizio nella Capitale. La difesa, rappresentata dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, aveva già chiesto due volte lo spostamento del processo, ma la Cassazione aveva respinto le istanze proprio perché l’indagata risultava ancora fuori ruolo al ministero. Sempre in relazione al caso Almasri, martedì prossimo l’Aula della Camera voterà per sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti dei pubblici ministeri. L’obiettivo è ottenere per Bartolozzi lo stesso “scudo” riconosciuto ai membri del governo, come già sostenuto dalla Giunta per le immunità. In caso di accoglimento, il procedimento penale verrebbe sospeso in attesa della decisione della Consulta.

Fonteil Fatto Quotidiano

Foto © Imagoeconomica 

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