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Era stata sequestrata a Montemurlo tre anni fa, ora la procura guidata da Luca Tescaroli ottiene il processo per gli indagati

La Procura della Repubblica di Prato, guidata da Luca Tescaroli, ha reso noti gli sviluppi delle indagini su un sito illegale di circa 2.000 metri quadrati nel comune di Montemurlo, dove sono stati sversati migliaia di metri cubi di rifiuti, prevalentemente provenienti da attività edilizie. Tre anni fa era scattato il sequestro e ora sei indagati sono stati rinviati a giudizio. Si tratta di una delle più estese discariche abusive mai individuate nel territorio pratese, nascosta in un'area boschiva protetta del Monteferrato. 
Secondo gli accertamenti tecnici, nell'area sono stati depositati circa 5.700 metri cubi di materiali, equivalenti a un peso stimato di oltre 11.500 tonnellate. I rifiuti - tra cui terre e rocce da scavo, laterizi, cemento armato, plastica, legno e metalli - risultano stratificati nel terreno con profondità variabili fino a sette metri. Fondamentale è stata la complessa attività di ''caratterizzazione'' condotta dai tecnici, che ha permesso di classificare la natura dei rifiuti e analizzare le condizioni del sottosuolo. Le operazioni, eseguite con tecnologie avanzate, tra cui rilievi geofisici e droni, sono state portate avanti dal Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) e dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale. La discarica, realizzata senza alcuna autorizzazione ambientale, edilizia o paesaggistica, si trova all'interno di un'area naturale protetta e ha interessato anche l'impluvio del fosso di Strigliana, alterandone lo stato e gli argini. Tra le contestazioni mosse agli indagati figurano, oltre alla gestione illecita di rifiuti, il deturpamento di bellezze naturali e la violazione del vincolo idraulico. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno portato all'individuazione di sei persone ritenute responsabili a vario titolo: il gestore dell'area, tre imprenditori del settore edile accusati di aver conferito i rifiuti e un soggetto indicato come autore materiale degli sversamenti, effettuati con autocarri. Nei loro confronti è stata esercitata l'azione penale ed è in corso il dibattimento davanti al Tribunale di Prato. La posizione della proprietaria del terreno, una donna deceduta nel 2025, è destinata invece a estinguersi.Parallelamente, è stata avviata la procedura per la rimozione dei rifiuti e la bonifica del sito. L'onere ricade sull'affittuario dell'area e sugli eventuali eredi della proprietaria. In caso di inadempienza, il Comune di Montemurlo potrà intervenire direttamente, rivalendosi sui responsabili per i costi dei lavori. Una prima messa in sicurezza della zona, attraversata da una strada sterrata frequentata, è già stata completata. La rimozione dei rifiuti rappresenta il passaggio necessario per il successivo ripristino ambientale. La Procura sottolinea come il fenomeno dell'abbandono illecito di rifiuti continui a rappresentare una criticità rilevante sul territorio. Tra le strategie di contrasto, viene indicato l'impiego crescente di droni per il monitoraggio, a fronte però di una carenza di personale: il Nipaaf di Prato dispone attualmente di sole tre unità operative. Da qui l'appello a un rafforzamento degli organici per rendere più efficace l'azione di prevenzione e repressione.

Fonte: AdnKronos

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